REFERENDUM TAGLIO PARLAMENTARI: I SI ED I NO… FORTI E CHIARI

DI MARINA NERI

Taglio dei parlamentari.
Il Silenzio incombe. Tutto tace. Tutto deve restare nel nebuloso mondo del «meno se ne parla meglio è». Meno parlamentari. Evvai! Risparmio assicurato!

CHE IMPORTA se pro capite è il risparmio di un caffè? La parola chiave è Risparmio.
CHE IMPORTA se un Parlamento ridotto agevola le alzate di mano?
CHE IMPORTA se si strappano intere pagine della Costituzione?
CHE IMPORTA se la riduzione del Parlamento implica come immediata controindicazione l’aumento dei poteri del governo?
CHE IMPORTA se un Parlamento impotente diviene solo un mero ratificatore dei provvedimenti dell’Esecutivo?
CHE IMPORTA se la naturale conseguenza di questo taglio è la legge elettorale che, per come congegnata , riduce la rappresentatività delle regioni meno popolose?

CHE IMPORTA che non sia possibile il mero parallelismo con altre democrazie per il semplice fatto che il bicameralismo perfetto previsto nella nostra Costituzione e il sistema “navetta” per l’approvazione delle leggi, non è previsto altrove?

Risparmio. Il grande inquisitore, giudice e demiurgo.

E già qualcuno cavalca l’onda, portando alle estreme conseguenze un taglio. Meloni, Salvini: raccolta firme per l’elezione diretta del capo dello stato.

Vogliamo lasciare loro campo libero? Che necessità si avrà del Parlamento? E dopo avere reso innocuo il Parlamento che necessità ci sarà del governo? E della Corte Costituzionale? E della magistratura?

UN UOMO SOLO IS MEGLIO CHE TWO.

Il risparmio si deve fare tagliando i vitalizi, le pensioni dei politici e la loro reversibilità. La Politica non è un Lavoro!
Ma non si deve risparmiare mai sulle garanzie della democrazia.

Più uomini sono meno controllabili e ricattabili di pochi uomini.

«Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. E non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo o da quello esecutivo. Se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. Se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. Tutto sarebbe perduto se un’unica persona o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie dei privati.» (Montesquieu)

Nel silenzio assordante dei mille rivoletti che cercano un posto al sole a sinistra ma poi non spendono una parola in merito al referendum del 29 marzo prossimo, occorre si levi forte e chiaro il NO AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI.
E, per non ingenerare false e ipocrite speranze o devianze di pensiero deve dirsi SI AL TAGLIO DEI VITALIZI.

Sarebbe bello che anche i partiti di Sinistra e le Sardine facessero sentire la loro voce in questa battaglia di civiltà. Le lotte debbono poi trovare riscontro sul territorio e nel territorio con prese di posizione chiare e nette.
Altrimenti restano “words in the wind” … serve adesso Testimonianza e Presenza.

Serve all’Italia tutta, DOMANI … sarà tardi.