ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER, PRESIDENZIALISMO? FESSERIE

Gentile Direttore,

Qualche giorno fa Matteo Renzi ha rilanciato a Porto a Porta l’idea dell’ elezione diretta del premier. E la cosa mi trova d’accordo. Non pensa infatti che l’Italia abbia bisogno di un uomo forte al governo per fare funzionare il Paese?

Filippo Laigueglia, Genova

Gentile signor Laigueglia,

E’ convinto davvero che per funzionare bene, un Paese abbia bisogno dell’uomo forte? Io personalmente non lo sono affatto. Ha idea di cosa accadrebbe di questi tempi con un uomo eletto direttamente dal popolo  in un’epoca in cui l’estrema destra puntualmente compie attentati terroristici, come in Germania due giorni fa , per destabilizzare la civile convivenza?  Vogliamo un  Erdogan, o un Trump anche in Italia? Suvvia.

Salvini ci aveva provato a chiedere pieni poteri ad agosto dello scorso anno. Molti italiani avevano tremato solo all’ipotesi. Perchè, come ripetiamo spesso, l’uomo solo al comando è una tentazione malsana che rischierebbe di trasformare la democrazia in un governo autoritario. E basta conoscere un poco di storia, per capire che l’uomo forte non solo non rende agile l’economia e  nemmeno le regole sociali. MA quasi sempre, o addirittura sempre, conduce in poco tempo  alle macerie in ogni campo.

Mi creda allora, signor Laigueglia, lasciamo stare. A parte che  Renzi ha già fatto macchina indietro e si accontenterebbe che il sano proporzionale facesse scendere l’asticella al quattro o meglio ancora al tre per cento, c’è da dire che  l’ex sindaco di Firenze  con la sua proposta non ha fatto altro che regalare un assist alla destra estrema, che infatti ha rilanciato subito  l’idea del presidenzialismo. Un’idea che, per chi ha vissuto il fascismo come noi,  è semplicemente balzana. L’economia, la sicurezza, l’istruzione o la sanità in buona salute, si ottengono con una buona classe dirigente, altro che con un uomo solo al comando. Che poi, guarda caso, è il vecchio pallino dei poteri forti. Poche storie.