LA VEEMENTE SPERANZA DI TANTA GENTE. SCAMPIA NON È SOLO GOMORRA

DI MAURIZIO PATRICIELLO

Navigare, solcare i mari, arrivare in terre lontane e inesplorate. Chi di noi non ha sognato, almeno una volta nella vita, di essere, a bordo di una barca a vela? Lontano da tutto e da tutti? Solo, attorniato dal silenzio e dalle onde? La vela dice vento, dice libertà. Eppure a Napoli “Le vele” sono diventate sinonimo di profondo degrado. Per “vele” infatti si intendono gli enormi palazzi di edilizia popolare, con centinaia di appartamenti, nel quartiere che va sotto il nome di “Scampia”. Ieri mattina è iniziato l’abbattimento del quarto agglomerato, la cosiddetta “vela verde”. Nel giro di qualche mese, del vecchio palazzo non rimarrà “pietra su pietra”.

Non è passato ancora mezzo secolo dalla costruzione di questi mastodonti, e si è giunti alla conclusione – dopo anni di polemiche, rinvii, azioni politiche non sempre limpide – di doverli abbattere. Si costruisce e si demolisce. Con grande sperpero di denaro pubblico. È un male? Un bene? Dipende da quale punto di vista si assume.

Sarebbe il caso di dire, una volta per sempre, ad alta voce, che questi progetti portavano fin dalla loro nascita un verme che ha provveduto nel tempo a divorarli del tutto. Questi palazzoni anonimi, che di bello non hanno niente se non le famiglie che sono state costrette ad abitarli, non avrebbero mai dovuto nascere. ..CONTINUA A LEGGERE SU https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/scampia-non-e-solo-gomorra