BUONGIORNO UN CORNO!, MARTEDI’ 25, IO STO CON CONTE …

DI GIANLUCA CICINELLI

Con razionalità e determinazione dobbiamo seguire le indicazioni delle autorità mediche ufficiali, Ministero della Sanità in testa, governo in testa comunque la pensiamo. Anche se soltanto due persone leggessero questo articolo, io sento molto forte la mia responsabilità di non aggiungermi al coro del delirio che sta colpendo l’Italia con effetti più letali del coronavirus. Dovremmo sentirla tutti questa responsabilità, qualsiasi cosa facciamo. Infatti viene fuori che a diffondere fuori dal prevedibile il virus sarebbe stata una procedura non rispettata in un ospedale. Non si fa politica sulla paura, anche se questa è ormai la tendenza d’inizio millennio. E’ vergognoso l’atteggiamento di quelle Regioni come la Lombardia che automaticamente procedono ignorando, oltre al buon senso, il dato generale del virus come massaie senza bussola al mercato. Per una volta mi riconosco nella presa di posizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha avuto parole dure verso chi chiude bar, scuole e palestre ma dal pomeriggio in poi, senza raziocinio, alimentando soltanto la paura, sottolineando l’incongruenza dei provvedimenti presi senza comunicazione e accordo con chi ha in mano l’intera questione. Il presidente del Consiglio dovrebbe apparire in tv e dire “Cari amici e amiche, l’Italia come altri paesi del mondo e più di altri paesi è colpita dal coronavirus, un virus poco più forte dell’influenza, che può avere effetti letali su persone con il fisico già indebolito da altre cause, purtroppo sugli anziani in modo particolare. Il vero problema adesso è che, a differenza dell’influenza, ancora non è stato individuato un vaccino e questo crea allarme, ma i nostri virologi stanno lavorando alacremente per trovarlo. Le zone in cui abbiamo evidenza della presenza del virus sono a), b) e c), dovete evitare di passare da lì e di muovervi da lì se non strettamente necessario. Non esiste al mondo una soluzione definitiva che impedisca a delle microparticelle di diffondersi, questo dovete saperlo. Lavate spesso le mani. Se vi tranquillizza usate le mascherine, evitate di frequentare luoghi affollati. Le persone che sono morte in queste ore soffrivano di gravi patologie precedenti il virus. Coloro in questo momento più esposti sono gli operatori sanitari e quindi meno affollate il pronto soccorso e meglio è, chiamate il medico in caso di sintomi preoccupanti e verrà a casa a visitarvi. Non possiamo impedire la libera circolazione di persone, nessuno Stato democratico può farlo, al momento, vi ripeto, le evidenze scientifiche ci parlano di un virus assimilabile a quello dell’influenza. I camion, i treni e gli aerei devono circolare per garantire lo svolgimento della vita quotidiana, la decisione di uscire per andare a scuola, al lavoro o in gita è affidata al vostro buon senso, se abitate in zone con più alta percentuale di contagio è chiaramente meglio evitare luoghi affollati. Il virus non ha un orario di diffusione legato alla notte o al giorno, le chiusure dei locali devono seguire le stesse regole di buon senso appena enunciate, se temete il contagio non andate fuori. Non fatevi prendere dal panico e prendete per buoni soltanto i dati che escono dal Ministero della Sanità. Domani alla stessa ora sarò in televisione per aggiornarvi sulle cifre reali di questo problema”. Ecco, io mi aspetterei questo minimo sindacale dal governo, con ulteriore coraggio, visto l’affollarsi di notizie assolutamente contraddittorie, compresi i virologi che litigano tra loro. Roberto Burioni è senz’altro un ottimo virologo ma non ha fornito un grande contributo in questa occasione insultando in maniera sessista la sua collega, la dottoressa Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio dell’ospedale Sacco. Noi siamo cittadini che assistono inermi al dibattito sul coronavirus e il fatto che Burioni dia del cretino a chiunque non sia Burioni non aiuta né la scienza né i cittadini, apprezzare la scienza non equivale a “credere” in Burioni ma nei risultati dei laboratori e la dottoressa Gismondi nei laboratori ci vive. Per fortuna Burioni non ha insultato la virologa Ilaria Capua, ma a insultare la Capua negli scorsi anni ci aveva già pensato una campagna stampa che riprendeva un’inchiesta penale da cui è uscita completamente assolta senza che nessuno sentisse il dovere di scusarsi. La Capua ha detto “Chiamiamo le cose con il loro nome, questa che stiamo vivendo oggi, è un’emergenza sanitaria che possiamo chiamare sindrome influenzale da coronavirus. Influenzale, già. Perché questa infezione provoca nella stragrande maggioranza dei casi sintomi molto lievi e solo in pochi casi provoca effetti gravi. Esattamente come ogni normale influenza”. In queste parole c’è scienza e prudenza e se leggete le dichiarazioni di Burioni di ieri, già un po’ diverse da quelle del giorno precedente, si avvicinano di molto a quelle della Capua, che nel 2006 decise di rendere di dominio pubblico la sequenza genica del virus dell’aviaria, iniziando a promuovere una campagna internazionale a favore del libero accesso ai dati sulle sequenze genetiche dei virus influenzali. Vorrei soltanto permettermi di aggiungere un consiglio a chi legge queste righe. C’è questa pagina del ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/home.html che dà la situazione in tempo reale, prima di abbeverarvi a quel bar dello sport che è diventata la stampa italiana se volete sapere quali sono i dati certi sullo sviluppo della crisi andate a leggere l’aggiornamento costante del ministero, che per una volta sta lavorando egregiamente.