ZHANG, ITALIANO DI ORIGINE CINESE AGGREDITO IN UN BAR IN VENETO

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

 

Giorni di isterismo collettivo più contagiosi del Coronavirus, e il nostro agire che scivola sempre più in basso. Accade vicino Cassola, in Veneto che Zhang entri in un bar per cambiare una banconota con altre di taglio più piccolo. Non riesce neanche a fare la sua richiesta, quando la barista, dopo una rapida occhiata lo apostrofa, commentando ad alta voce:« tu hai il Coronavirus, non puoi entrare!». Accade così che un ragazzo, avventore del bar, decida di alzarsi dalla sedia che occupava, ed invece di proseguire la sua consumazione al tavolo, si senta in dovere di rafforzare il concetto espresso dalla barista e munito di una bottiglia di birra, decida di fracassarla sulla testa di Zhang. Tutto si consuma in una manciata di secondi, nella più totale indifferenza degli altri clienti. Tutti silenti, tutti allo stesso modo complici, tutti con il fine di lasciare solo questo ragazzo.
Peccato che Zhang, sia sì di origine cinese ma cittadino italiano, peccato che nessuno si sia chiesto, neanche per un istante, se quel ragazzo si fosse recato in Cina qualche volta nella sua vita, peccato che ci si continui a ritenere colti ed intelligenti, salvo poi dare l’opposta dimostrazione:quella della pochezza, dell’indifferenza, dell’ignoranza e del razzismo che continuiamo a conservare nelle nostre intonse coscienze.
Non è seminando violenza, cattiveria gratuita e codardia che risolveremo la situazione.
Sicuramente la scienza, la medicina, il super lavoro del personale sanitario ci salveranno da questo virus, ma per il virus dell’ignoranza poco o nulla il progresso scientifico saranno in grado di fare.
Giorni in cui tutti diventano «nemici» a causa di uno starnuto o di un colpo di tosse non trattenuto.
Giorni in cui si mettono i locali pubblici sotto il coprifuoco, salvo poi mantenere centri commerciali, mezzi pubblici, studi medici aperti.
Una battaglia contro il nulla, un aspetto che fa emergere la cattiveria d’animo pregressa, cullata e covata nelle anime corrotte che ritenendosi pure infettano chiunque venga in contatto con loro.
È triste tutto ciò e dovrebbe servire per farci guardare dentro, per riflettere su ciò che stiamo diventando, per migliorare e cercare di guarire da questa spocchia che ci fa sentire sempre migliori, facendoci dimenticare quando gli«stranieri» erano coloro che arrivavano dal sud.
Anni di bellissimi discorsi, di sani intenti, di consapevolezze differenti che paiono cadere davanti al primo scossone che la vita ci mette di fronte.
Fortunatamente non tutte le persone sono così fredde, distaccate, razziste, ci sono persone che si vergognano per queste viltà, ci sono persone in grado di abbracciare Zhang invece di lasciarlo solo.
Sono queste le persone che ci salveranno dal potente silenzioso ed invasivo virus dell’ignoranza che miete vittime ogni giorno, nell’indifferenza da cui dobbiamo risalire, proprio per salvarci e per salvare un paese che non merita epiloghi vergognosi come questo.