NUOVA STRETTA PER ARGINARE IL CORONAVIRUS. GIUSTO, MA SOLO PER EMERGENZA

Gentile Direttore,

un’altra stretta alla nostre libertà, con la scusa di combattere la diffusione del coronavirus. Se arriva l’esercito per le strade, come invocato dai governatori del Nord,  siamo a cavallo.  Non le sembra che si  stia esagerando?

Luigi Vavassori, Mantova

Gentile Signor Vavassori,

Le rispondo con fermezza. No, non si sta esagerando, non per il momento. L’ulteriore stretta è fondamentale per il contenimento del Coronavirus, per non far andare al collasso la sanità pubblica, per non trasformare quello che è un problema già molto  grave, in una catastrofe sanitaria. Adesso,  logica vuole che il buon senso di ognuno avrebbe potuto  in teoria evitare queste misure per ridurre i contagi. E in effetti quattro italiani su cinque , hanno ragionato con il buon senso, restando tappati in casa . Ma converrà con me, non tutti hanno buon senso, nel capire che salire in auto per andare al mare o  in montagna  e stare a debita distanza potrebbe per assurdo  anche  andare bene. Il problema è che poi, come capitato quando non si aveva contezza della gravità del contagio da coronavirus, ci si è accalcati tutti in pochi metri di spiaggia, contribuendo a diffondere  il virus. Senza autoresponsabilizzazione, dunque, non resta che stringere ulteriormente la catena delle libertà.

Chiudere tutto. Questo del resto chiede il presidente della  Lombardia Fontana, dopo essersi reso conto che la pandemia rischia di  mettere in ginocchio la sua regione. E in effetti attorno alla Lombardia, forse sarebbe stato il caso di creare da subito un cordone sanitario. Ma ormai è tardi. Evitare assembramenti, questo si deve fare adesso. Supermercati aperti anche nel fine settimana ed è una decisione giusta, per evitare lunghe code fuori dai negozi,  e controlli serrati ad ogni angolo di strada .

I complottisti della domenica sono convinti che dietro questa stretta delle nostre libertà si nascondano prove generali di regime. Fesserie. Personalmente penso che gli italiani non siano stupidi. La stragrande maggioranza ha capito che un conto è il coprifuoco per motivi di salute , un conto era il coprifuoco a Santiago del cile o a Buenos Aires durante le dittature fasciste degli anni settanta .  Un conto insomma è fare enormi sacrifici per salvaguardare la propria vita e quella dei propri cari, un conto è accettare la sospensione delle libertà per decisione  arbitraria di un governo autoritario. In quel caso sì  che ci sarebbero rivolte di piazza, non in questo caso. E’ chiaro dunque che il governo  Conte dovrà riaprire il  Paese appena finita la vera emergenza, non un secondo dopo. Comprensibilmente, gli italiani non reggerebbero per troppo tempo chiusi dentro casa. La salute prima di tutto, è vero. . E per salute intendiamo anche quella psichica.