A PROPOSITO DI CORONAVIRUS NELLE RSA. COM’È LA SITUAZIONE?

DI NICOLA BORZI

Nicola Borzi
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Numerose #Rsa e case di riposo, della #Lombardia ma non solo, si sono trasformate in epicentri di #contagio. In molti casi al personale, che lavora instancabilmente e al quale va tutto il plauso e il sostegno, non sono forniti gli strumenti più elementari di protezione. Si contano situazioni con molti decessi e tantissimi infetti. Là dove alle Rsa e case di riposo erano connessi funzionalmente anche centri anziani la situazione è drammatica anche per il veicolo all’interno e all’esterno del #coronavirus #Covid19.
Ad esempio: a #Trieste il focolaio è partito proprio da una Rsa pubblica. Si tratta dell’ITIS che ospita circa 150 anziani. Il personale infermieristico tre giorni fa si è rivolto ai cittadini affinchè donassero loro mascherine, visto che la Regione FVG non si era nemmeno degnata di rispondere al loro appello. A #Calcinato (#Brescia) 17 morti in una #Rsa. Nella Casa di riposo di #Quinzano in provincia di Brescia, dall’inizio dell’emergenza coronavirus si contano 18 morti, anche se solo uno (l’unico a cui è stato fatto il tampone) risulta riconducibile al Covid–19. Dei 150 ospiti della Rsa di #Gandino, in Val Seriana, #Bergamo, una quarantina ha la febbre e dal 24 febbraio ci sono stati 15 decessi. A #Milano, secondo Flavia Albini, responsabile Terzo settore della Cisl, ci sono «una struttura con un intero reparto in quarantena» e almeno altre due con casi conclamati, mentre sono segnalati altri episodi di sospette positività. Un focolaio è stato individuato nella Casa di riposo di #Mombretto, a #Mediglia, vicino #Milano: sarebbero 44 i decessi che si sono verificati nelle ultime settimane. Terzo morto a #Cingoli (è una donna di 94 anni) correlato al virus: la Procura della Repubblica di #Macerata ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo multiplo aggravato e per lesioni: in questa Casa di riposo sono contagiati 33 ospiti e due operatrici sanitarie.
Molte di queste istituzioni stanno lavorando bene nel massimo rispetto degli standard di sicurezza per dipendenti e ospiti.
Ma ci sono parecchi casi nei quali alcuni, anche per cercare di evitare di essere chiamati a rispondere a livello legale del loro operato, non forniscono dati all’esterno e compromettono la possibilità di conoscere con chiarezza la situazione.