NELL’ORA PIU’ BUIA, L’ITALIA CHIUDE. PER RIAPRIRE PIU’ GRANDE IN FUTURO

DI LUCIO GIORDANO

Nell’ora più buia, l’Italia chiude. Ferme fino al tre aprile anche le fabbriche, stop ad ogni attività produttiva non strettamente necessaria, alle attività non strategiche . Aperti solo i comparti alimentari , le farmacie. E poi poste, banche, trasporti, tabacchi.

Del resto, non ci sono alternative dopo la giornata  funesta di ieri, con l’impennata di morti e contagi, soprattutto in Lombardia. Frenare  il più possibile la diffusione del coronavirus, lasciando a casa i lavoratori dell’Italia che produce e gli uffici pubblici. Ma che in questo momento,  oltre ad essere il motore del Paese, sono anche una involontaria filiera di contagi.

La scelta più giusta, la scelta migliore, insomma.  Primo vivere. Per l’economia si vedrà domani. Perchè è chiaro che senza la vita non c’è economia che tenga. L’italia rallenta, ha detto poco prima della mezzanotte, il presidente del consiglio.  In un discorso asciutto, meno di dieci minuti in tutto per una diretta facebook, Giuseppe Conte si è quindi preso sulle spalle il Paese.

Per carità, può essere lecito ma orribile  pensare che dietro le scelte  del governo italiano ci sia chissà quale doppio gioco: svendita degli asset strategici, svolta autoritaria, inadeguatezza  e tutto quello che uno vuole. Permetteteci: sono cazzate. La realtà è che l’inferno dei numeri, non permette altre scelte che la serrata. Stare in casa, limitare il più possibile i contatti è l’unica arma, al momento , che abbiamo per combattere questa guerra contro un esercito invisibile, subdolo, assassino e che oggi tutto il mondo ha imparato purtroppo a conoscere.

Quello che sembrava ai più un azzeccagarbugli,  con Mattarella si sta invece inaspettatamente  dimostrando un faro per il nostro Paese . E lo fa con umiltà. Prima dell’ennesima, dolorosa ma inevitabile stretta, si è consultato con i presidenti di Regione, con i sindacati. Ha colto il grido di dolore, lo spaesamento. Ha agito,  almeno dove si poteva stringere. Per ora fino al tre aprile, poi si vedrà.

Perchè quella che potrebbe sembrare una debolezza, navigare a vista e muoversi giorno dopo giorno, è in realtà la vera forza di questo governo. Capire e agire. Altro punto di forza, la trasparenza. Lo ha detto ancora una volta all’inizio del discorso, Conte. Ed è assolutamente apprezzabile che l’esecutivo tratti gli italiani , non come bambini idioti, ma come comunità consapevole.

Poi, nessuno mette in dubbio che anche Conte e i suoi abbiano comesso e continueranno a commettere errori. Ma se fatti in buona fede,  in questo momento sono comprensibili, visto che nessuno ha certezze su come affrontare il nemico . Uniti ce la faremo, si ostina a ripetere il presidente del consiglio. E ha ragione. Per questo, come diciamo da settimane, bisogna  remare dalla stessa parte. Tutti. Basta polemiche sterili, inutili. Basta campagne elettorali permanenti.

Per i colpi bassi per guadagnare consensi, ne riparliamo  semmai dopo l’estate.  Oggi gli italiani chiedono solo di  uscire dall’ora più buia il prima possibile, sconfiggere il virus senza assistere a questa ecatombe quotidiana. Il prima possibile e magari migliori. Perchè questa strage deve  servire almeno a cambiare mentalità, a renderci comunità, spezzando quella spirale di odio ed egoismi che hanno rischiato di distruggere il Paese.  E però ce la faremo.  Un augurio, una speranza, una quasi certezza. Sì, ce la faremo. E il mondo tornerà ad imitare lo stile italiano.