AIUTI PER IL VIRUS E VIRUS DELLA PROPAGANDA

DI MASSIMO NAVA

“Aiuto non olet”. Potremmo chiuderla così, come una città in quarantena, la sequenza di interrogativi e dietrologia attorno agli aiuti che Cina, Russia e Cuba stanno inviando all’Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Alleanze rovesciate? Eppure, gli Ilyushin inviati da Mosca, i medici cubani, i cargo cinesi hanno dato il via alla narrazione suggestiva del mondo alla rovescia, piena di ricostruzioni senza riscontro e con argomenti in contraddizione. Si è detto che dopo il “memorandum” per la ‘via della seta’ e le porte aperte alla tecnologia cinese, l’Italia sia diventata il miglior amico di Pechino nel mondo occidentale. Si è anche detto che la Cina, primo Paese contaminato, compia adesso gesti di solidarietà quasi per farsi perdonare il disastro “causato”. Quanto alla Russia, vuoi vedere che Putin, ormai in sella per i prossimi duecento anni (con la nuova forzatura della costituzione potrà ottenere altri due mandati), abbia mandato aiuti con tre finalità: allentare le sanzioni quando gli italiani saranno guariti, dare una sbirciatina a come si combatte il virus nel caso che la Russia fosse infettata, dimostrare agli amici italiani quanto sarebbe più conveniente una più intensa amicizia/alleanza con Mosca, invece di stare sempre a baciare i piedi agli americani. Insomma una mossa propagandistica, peraltro in contrasto con l’egoismo isolazionista americano… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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