GRAZIE LILLO

DI PAOLO BROGI

Quando l’hanno portato via per trasferirlo al Garibaldi di Catania Lillo aveva gli occhi disperati…
Povero Lillo, sempre così generoso e disponibile. Lillo Venezia aveva coinvolto le camere del lavoro di Catania e Siracusa per organizzare la presentazione del libro su Pinelli, con la partecipazione di Silvia Pinelli da Milano e mia da Roma. Quando all’inizio del mese abbiamo dovuto sospenderla era assai dispiaciuto. Ci teneva a Pinelli e a tutto quello che con la sua morte oscura ha rappresentato per la nostra generazione…
A Catania c’è una chat intitolata a Teresa Mattei dove i suoi amici e compagni hanno saputo del suo ricovero improvviso. Coronavirus.
Voglio ricordarlo per quello che ha fatto al giornale “Lotta continua” quando morì Giuseppe Impastato. Con Gabriele Giunchi, che è scomparso poco tempo fa morendo malamente in montagna, andò a Cinisi: poi scrissero insieme quel breve resoconto che raro in Italia – visto che praticamente tutti furono imbeccati dai carabinieri che montarono la falsa pista dell’attentatore morto mentre cercava di far saltare i binari della ferrovia – riportò con estrema chiarezza che il compagno Impastato era stato ucciso dalla mafia. E questo era il titolo del giornale quel giorno in cui si dava notizia anche della morte di Aldo Moro.
Grazie Lillo, e grazie Gabriele, per quella vostra spedizione rapida e utile con cui si tentò allora di dire le cose come stavano mentre i grandi giornali scrivevano che un attentatore era morto mentre metteva la “sua” bomba. Vergogna…
Lillo era diventato giornalista e così aveva messo a disposizione della redazione del Male, poi, la sua firma come direttore responsabile. Quante denunce ne ha ricavato…
Stava in Sicilia, aveva condiviso con altri le vicende della sinistra a partire da Sel. Il suo segno distintivo era la grande disponibilità con cui si metteva al servizio delle cause in cui ha creduto.
Grazie Lillo