VILLA SAN GIOVANNI TRA UMANITÀ E RAGIONI DI STATO

DI MARINA NERI

 

Sembrava essersi sbloccata in tarda notte la situazione dei cittadini di rientro in Sicilia bloccati al porto di Villa San Giovanni. Un braccio di ferro istituzionale, una serie infinita di grossolani errori ha provocato lo scriversi di una pagina di ” inciviltà ” inaudita.

A pagarne le spese cittadini italiani costretti ad aspettare gli eventi al freddo e al gelo parcheggiati, al pari dei loro veicoli, in uno spazio antistante l’imbarcadero.

La storia della loro odissea è iniziata prima dell’emanazione dell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Ed è iniziata, per molti di loro, in Francia, dove alla chiusura di fabbriche e cantieri navali hanno ricevuto l’autorizzazione a tornare nella loro terra di origine.

Così è stato anche per molti lavoratori al Nord Italia.
Hanno attraversato la penisola e nessun controllo sarebbe stato effettuato per tutta la lunghezza del viaggio.

Fino a Villa San Giovanni.
L’ordinanza della regione Sicilia e quella del sindaco di Messina, proibivano categoricamente l’ingresso nell’isola a coloro che provenivano dal resto dell’Italia.

Così, anziché consentire il traghettamento a uomini, donne e bambini e, scortandoli, obbligarli alla quarantena ed , eventualmente, sanzionarli per il mancato rispetto delle norme sul contagio, si sarebbe preferito innescare un perverso gioco al massacro.

In questo braccio di ferro fra le due regioni e fra queste e lo Stato, a risultare perdente, oltre alle persone lasciate stazionare nelle macchine o nella vicina stazione ferroviaria, la stessa civiltà e il buon senso.

In tarda mattinata sembrava essersi sbloccata la situazione tanto che ad alcune famiglie con minori, donne incinta e anziani erano stato consentito il traghettamento.

Grande solidarietà espressa dall’amministrazione di Villa San Giovanni da subito in prima linea per cercare di portare sollievo alle persone esposte al rigore di una situazione meteo in peggioramento da alcuni giorni.

Nel pomeriggio odierno si sarebbe sparsa la voce che circa novanta persone rimaste ancora sulla banchina e senza la speranza di trovare una immediata soluzione alla incresciosa situazione, sarebbero state trasferite e messe in quarantena in un albergo di Reggio Calabria.

Il Sindaco della città dello Stretto, pochi minuti fa avrebbe scritto una lettera a tutte le istituzioni coinvolte, compreso il Presidente della Repubblica, per evidenziare l’assoluta illogicità dei comportamenti posti in essere e per opporsi a ogni forzosa quarantena in un albergo cittadino, affermando “Tutte le persone ferme da tre giorni a Villa San Giovanni per colpa di scelte scellerate di altre istituzioni devono rientrare oggi in Sicilia, sono persone che hanno violato le norme ed è giusto che vengano applicate le sanzioni previste dalla legge, ma devono arrivare ai Comuni di destinazione lì essere sottoposti a quarantena, non nel territorio metropolitano o, peggio, come si paventa, in queste ore, in un hotel in pieno centro a Reggio Calabria.
Qualsiasi decisione diversa mi vedrà costretto ad una ferma opposizione per la tutela della salute dei miei concittadini e dell’ordine pubblico.”(cfr Strill)

Al momento si attendono conferme o smentite sul punto.