«BACCHETTATO» CHI?

DI VANNI CAPOCCIA

 

Di fronte a un’emergenza sanitaria che costringe tutti a confrontarsi con una situazione nuova e drammatica la strategia della Lega è chiara: lamentarsi di tutto.

La Presidente della Regione Umbria, evidentemente a corto di argomenti, non sapendo a quale scusa attaccarsi si è lamentata con il governo, pardon con “Roma”, scimmiottando il lessico del suo assessore alla sanità che gli hanno imposto dal Veneto.

Si è lagnata perché “Roma” non ha mandato i respiratori? No. Perché le istruzioni per usarli hanno “le grafiche in cinese”. (le grafiche? casomai le istruzioni)

Ora capisco che per la Presidente Tesei e per il suo assessore alla sanità venuto dal Veneto quei marchingegni sembrino strani. Ma un infermiere che lavora in reparti d’urgenza quegli strani cosi, li guarda , li apre, gli da un’occhiata alle grafiche che contrariamente a quanto pensa la Tesei non hanno bisogno di traduzione, magari un po’ smadonna chiedendosi “ma come cavolo l’hanno fatti ‘sti ca… qua”, poi li attacca e dopo un paio di minuti ha capito come funzionano.

Presidente Tesei, guardi che le infermiere, gli infermieri, i medici, le dottoresse sono professionisti, hanno studiato, si sono laureati, hanno accumulato esperienze, hanno dimestichezza con macchinari ben più complessi.

Il solerte titolista del Corriere dell’Umbria, giornale di proprietà del boss della sanità privata nell’Italia centrale, per solidarietà verso la Presidente e non farla sentire sola nella figuraccia ha pure scritto che lei “bacchetta il governo”, mentre bacchettato è stato solo il buon senso e, dispiace dirlo, con quei titoli anche il giornalismo.