IN AMERICA PANDEMIA FUORI CONTROLLO. PER UN SISTEMA SANITARIO MOLTO FRAGILE

DI FRANCESCO ERSPAMER

DA BOSTON

In America l’epidemia è fuori controllo e il sistema sanitario è più fragile di quello italiano: succede quando si punta sulle eccellenze, non sulla qualità media. Per cui si apprestano a stabilire i criteri per decidere chi avrà accesso ai ventilatori, visto che sono clamorosamente insufficienti. Hanno avuto mesi per prepararsi e non hanno fatto niente: succede quando non c’è un servizio pubblico e i privati hanno come unico fine il profitto. Non lo sapevate? Un investitore può far causa all’Ad di una corporation se ha il sospetto che la sua priorità non sia stata la moltiplicazione dei dividendi. E gli ospedali sono corporation.
Trump addirittura vuole smetterla al più presto con le restrizioni perché la sua priorità è l’economia, anzi la Borsa, costi quel che costi in termini di vite umane. Tanto i suoi amici miliardari i ventilatori se li stanno comprando per uso personale e la sua base o vive in campagna o crede di essere immortale oppure pensa che il coronavirus sia una punizione divina e dunque meritata, infatti ha colpito soprattutto la corrotta e immorale New York. Quanto ai democratici, hanno appena scelto Biden come loro candidato, ossia un liberal che ha sempre difeso la sanità privata e che vuole che i finanziamenti federali vadano principalmente alle multinazionali, non ai lavoratori senza lavoro; mica Sanders, che ha proposto un servizio sanitario nazionale e pubblico. Però Biden ha detto che sceglierà un vicepresidente donna e questo basta e avanza alle femministe radical chic, alle quali non importa assolutamente nulla che tante donne muoiano senza adeguata assistenza medica: hanno battaglie più importanti da combattere, in particolare la parità di compensi (milioni ogni anno) delle superstar del calcio femminile e delle attrici di Hollywood rispetto ai loro colleghi maschi. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Ma non illudetevi: l’Italia è su quella strada. Gli Stati Uniti non erano così: hanno semplicemente scelto o accettato precise liberalizzazioni, una trentina d’anni fa. Le stesse che vi hanno proposto Berlusconi, Renzi, Salvini e che, se non ci sarà una decisa (e improbabile) resistenza e inversione di tendenza, verranno completate non appena questa epidemia sarà finita. Se La Lega e la destra liberista in genere si rafforzeranno, incluse le correnti interne al Pd e allo stesso M5S, in dieci anni saremo esattamente come l’America di oggi. I segnali sono la penetrazione di Uber e Amazon (“si spende meno!”), la diffusione del precariato (“almeno danno lavoro!”), la passiva accettazione della politica-spettacolo all’americana (personalismi, democrazia diretta, qualunquismo, massimalismo). Ce la possiamo ancora fare ma servono grande coraggio, determinazione, organizzazione e totale intransigenza nei confronti dei liberisti comunque travestiti (vedi Meloni); e lo stesso sarà dura.