DUE STORIE CHE NON VANNO DIMENTICATE E CHE NON DEVONO MAI PIÙ ACCADERE

DI SALVATORE PRINZI

Ettore è morto l’altro ieri, covid.
Lavoratore ANM, 62 anni. Era lo zio di un mio amico.
Forse si era ammalato al Nord, dove era andato a trovare le due figlie, trasferitesi lì come tanti di noi, per un lavoro.
I risultati del tampone sono arrivati tardissimo: quando poi sono andati a prenderlo nessuno ha saputo, per un’intera giornata, dove fosse finito. Zero informazioni alla famiglia, pensate l’angoscia. Anche i farmaci all’ospedale improvvisato di Boscotrecase sono arrivati con molto ritardo.
Disorganizzazione, inefficienza, personale eroico ma impotente, istituzioni del tutto assenti: questo quello che mi ha raccontato il mio amico.
E una domanda che ti martella: Ettore si poteva salvare?

Anna è morta ieri, covid.
Commerciante del nostro quartiere, 55 anni, zia di una nostra amica. Andavamo sempre da lei a comprare detersivi, a mettere le locandine dell’Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo. Una persona buona, gentile.
La sua storia oggi è su tutti i giornali: il 17 marzo, dopo tre giorni di febbre sua e del marito, e dopo aver chiesto invano aiuto alle strutture sanitarie, è costretta a recarsi al Cotugno. Il marito dopo ore in ambulanza viene ricoverato in un altro ospedale, perché positivo al Coronavirus, a lei invece decidono di non fare il tampone. Torna a casa, angosciata per il marito. La febbre non passa, le vengono le labbra viola, tosse forte. Ma quando riesce a parlare con l’ospedale le dicono di restare lì. Dopo 7 ore di insistenza la famiglia riesce a farla ricoverare. Dopo poco Anna muore con la polmonite.
E una domanda che li martella: Anna si poteva salvare?

Racconto queste storie non solo perché hanno toccato la mia comunità, o per dire che dietro i numeri che vediamo ogni giorno ci sono vite, relazioni, affetti…

Le racconto perché domani nessuno dimentichi.
Perché tutti sappiano che se la gente muore non è solo per un virus, ma per decenni di tagli alla Sanità Pubblica, soprattutto al Sud.
Perché mettere la Sanità in mano alle regioni e alle cordate politiche-clientelari-private, ha creato un sistema inefficiente, incapace, cinico.
Perché non è possibile che si facciano 2 milioni di controlli di polizia e non 2 milioni di tamponi!
Non è possibile che ai tamponi possano accedere solo i ricchi, anche se asintomatici, e noi non dobbiamo manco sapere di che morte moriamo!
Non è possibile che il Governo acceda ai nostri cellulari ma non ci dica che cazzo sta facendo il super-mega-commissario per gli approvvigionamenti Arcuri, visto che quiggiù non arriva niente..
Non è accettabile che De Luca parli di lanciafiamme e faccia terrorismo, in campagna elettorale permanente con profumate sponsorizzazioni social, ma non ci dica cosa ha fatto non solo in 5 anni, ma in questi 50 giorni di emergenza per organizzare la nostra sanità…

Ettore, Anna, solo una cosa possiamo promettere alle vostre famiglie: noi non dimenticheremo, non consentiremo più che accada!