ANCHE PER PAOLO MIELI, IL FINANZIAMENTO AL M5S POTREBBE ESSERE UNA BUFALA

DI ALBERTO BENZONI


Qualcuno ha scritto, in questi ultimi giorni: che la storia del finanziamento venezuelano al M5S è una bufala e pure mal congegnata; che Chavez non era un dittatore, mentre lo erano, tendenzialmente, quelli che lo avevano rovesciato con un golpe; che a salvarlo, in quella circostanza fu una grande sollevazione popolare; che il regime bolivariano fu sostenuto, nel corso di anni, da un consenso maggioritario;

E che lo stesso Maduro gode ancora di un consenso massiccio e forse ancora maggioritario e che non fanno certamente testo, in senso contrario, le voci che vengano dalla colonia italiana, che riconoscere Guaidó è stato un atto di leggerezza; e, infine, che le democrazie occidentali ai tempi della guerra fredda hanno appoggiato i peggiori regimi del terzo mondo.


E questo qualcuno è stato, udite udite, Paolo Mieli, in un editoriale di prima pagina del Corriere della Sera.
Uno che giornalisticamente può non piacere. Certo. Ma anche una persona intelligente e attento alla propria dignità intellettuale.
E allora essere revisionisti, seguendo la cultura dominante del proprio tempo, ci sta; aggiungersi ai tromboni del partito americano, no.