CASO PALAMARA: TRA SANZIONI DISCIPLINARI E L’ARRIVO A PERUGIA DI CANTONE

DI MARINA NERI

Il mondo della Legge è in fibrillazione. Per quello della Giustizia occorre, probabilmente, attendere tempi migliori, almeno fino a che i terremoti degli ultimi tempi non diano, finalmente, le scosse di assestamento.

E di sommovimenti tellurici ce ne sono stati parecchi soprattutto con il caso Palamara che tanti lutti avrebbe arrecato alla credibilità dello stesso CSM, l’organo costituzionale di autogoverno della magistratura.

E, dopo l’espulsione comminata dall’Associazione Nazionale Magistrati pochi giorni fa all’ex suo presidente, ecco giungere oggi la notizia data in conferenza stampa dal procuratore generale della Corte di Cassazione, Salvi, che, finita la fase dell’istruttoria disciplinare a carico di Palamara e di altri 10 magistrati coinvolti nella vicenda delle intercettazioni sulle nomine , avrebbe richiesto il processo disciplinare alla sezione del CSM prospettando nel caso di conferma delle accuse, sanzioni gravissime.

Il Procuratore generale avrebbe affermato:” la vicenda nata dall’inchiesta di Perugia ha segnato un punto di non ritorno, quello che è successo è irreversibile”

Affermazione sofferta ma doverosa considerando la portata dell’inchiesta scaturita dalle intercettazioni e dalle accuse ascritte agli indagati” .

In quella stanza di albergo al centro della vicenda giudiziaria secondo gli inquirenti si sarebbero decise le sorti di molte nomine alle procure italiane. Tra le contestazioni di addebiti ai magistrati ci sarebbe soprattutto quella dell’interferenza nell’esercizio dell’attività del Consiglio superiore della magistratura, in relazione proprio a quell’ incontro in albergo.

Il Procuratore ha sottolineato che molte posizioni emerse dalle intercettazioni si stanno ancora vagliando e che non può esserne data notizia fino a che l’attività istruttoria degli investigatori non è completata a garanzia di tutte le parti interessate alla vicenda.

Tutto questo mentre oggi alla Camera dovrebbe passare l’ultima proroga sulla legge Bonafede- Orlando sulle intercettazioni , quella che in base al testo ancora non licenziato , obbligherebbe i pubblici ministeri a conservare in un armadio blindato e riservato i cosiddetti ascolti definiti “non rilevanti”.

Se fosse stata già legge molte intercettazioni dell’inchiesta Palamara, rilevanti magari per il procedimento disciplinare e non per quello penale, avrebbero già potuto essere conservate in un armadio apposito invece di essere eliminate.

Intanto il 29 giugno si insediera’ a Perugia, circondario che ha competenza territoriale sull’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente dell’ANM, il nuovo procuratore .

Di lui in una intercettazione tra Palamara e il suo interlocutore sarebbe dato ascoltare:” Cantone a Perugia va evitato” .

Invece, l’ex capo dell’ Autorità Anti Corruzione, Raffaele Cantone, è stato nominato procuratore della Repubblica proprio a Perugia e, con un ” anticipato possesso” autorizzato dal Ministero della Giustizia lascerà il Massimario della Cassazione per prendere le redini dell’ufficio di procura.

Sarà lui assieme ai pm incaricati della vicenda a dovere occuparsi del caso Palamara.

Caso che dal punto di vista giudiziale già a metà luglio, il 16 salvo rinvi causa covid 19, vedrà i pm e i difensori di Palamara incontrarsi per la udienza stralcio.

È l’udienza tenuta dal Gip di Perugia inerenti  proprio le intercettazioni telefoniche e ambientali e in cui si stabiliranno, in contraddittorio fra le parti, quali fare trascrivere e quali considerare irrilevanti. Trattasi delle intercettazioni di cui le parti non hanno ancora potuto estrarre copia.

L’udienza, non riguarderebbe, invece, le chat, già trascritte e acquisite agli atti del procedimento e a disposizione delle parti.

Una situazione che si arricchisce ogni giorno di colpi di scena e farà sì che ancora una volta per la Giustizia italiana sarà una lunga estate calda.