NELLO SCAVO: ‘IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI CONDIZIONE PRELIMINARE PER LA PACE E PER GLI ACCORDI IN LIBIA’

DI ARGIRIS PANAGOPOULOS

“È molto difficile interpretare cosa stia succedendo in Libia. Ragioni geopolitiche e geostrategiche ne impediranno la stabilizzazione per parecchio tempo. Non si tratta solo della Turchia, della Russia o dell’Europa. Le fosse comuni ci hanno mostrato che sappiamo ben poco della situazione, nonostante quanto sia stato detto negli ultimi anni. Le esecuzioni sommarie e le deportazioni di gruppi interi sono molto comuni. I trafficanti di esseri umani continuano a negoziare accordi lucrativi con i governi europei, mentre Malta utilizza una flotta di pescherecci finti per violare il diritto internazionale e l’Italia teme il fantasma di Salvini e continua a perseguire una politica che non porta a nulla se non esiste il rispetto dei diritti umani”, ha detto ad “Avgi” Nello Scavo, il giornalista del quotidiano della Chiesa cattolica italiana “Avvenire”, che vive dallo scorso anno sotto la protezione della polizia a causa delle minacce ricevute dalla mafia dei trafficanti libici e recentemente ha testimoniato e ha portato in tribunale a Malta le prove del comportamento illegale delle autorità libiche che è costato la vita ad un gruppo di giovani immigrati.

-In Libia, la guerra continua, in pratica non vi è alcun embargo sulle armi, vengono alla superficie fosse comuni e i mercenari e i capi tribali controllano il paese con la supervisione della Turchia e della Russia…
In Libia ci sono 14 tribù e più di 70 “milizie”, che possono persino determinare le relazioni internazionali. Erdogan ha affermato di aver cambiato il corso del conflitto in Libia a favore del governo di Tripoli e di Sarraj. Una “milizia” che controlla il grande impianto di Sharara che fornisce gas all’Italia ha chiuso i gasdotti, chiedendo dalla compagnia energetica NOC di aumentare la quantità di denaro che paga per proteggerlo.
Chi doveva proteggere le strutture energetiche è diventato in pratica il padrone e il mediatore delle relazioni tra il governo libico e l’Italia, che storicamente ha avuto stretti rapporti con questo paese. Sembrano dei dettagli, ma dimostrano che la Libia viene controllata sempre di più dalle varie mafie.

-Possiamo sperare in un cessate il fuoco ed ad un processo di pace?
La Libia sembra essere divisa in una parte controllata dalla Turchia e una dalla Russia, ma in realtà ci sono “molte Libie” perché si devono fare molteplici accordi sul posto con i capi tribali e le loro “milizie”.
Indipendentemente dalle dimensioni del paese che controlla Haftar, Putin è riuscito a ottenere una straordinaria vittoria in Libia, perché anche se la porzione di territorio controllato dalla Russia è ridotta, Mosca avrà una grande base navale e militare di fronte all’Italia e alla Grecia e sarà situata nel mezzo del Mediterraneo. Considerando la base navale e militare della Russia in Siria, è chiaro che Mosca ha acquisito una nuova presenza dinamica nel Mediterraneo. Allo stesso tempo, Ankara sta guadagnando due basi navali e militari ad est e ad ovest di Tripoli. A breve distanza dalle basi della Russia.
Questi fatti ci mostrano che il Mediterraneo è tornato al centro delle grandi potenze egemoniche del nostro tempo e che l’Europa non lo ha capito in tempo. Questa situazione porta ad un conflitto interno nella NATO, perché alcuni paesi non vedono di buon occhio la presenza turca in Libia. L’Europa ha commesso l’errore di concentrarsi solo su una delle questioni che riguardano la Libia, l’immigrazione.

-L’immigrazione è la carta forte dei trafficanti?
Alcuni governi e partiti politici che in Europa, hanno legato il loro futuro alle espulsioni degli immigrati hanno deciso di finanziare quelli che in Libia possono tenere i rifugiati e gli immigranti nei campi di prigionia. Sia nei campi legali che a quelli illegali, la cui presenza è stata condannata dalle Nazioni Unite.
Pochi giorni fa, tre trafficanti sono stati condannati a Messina, in Sicilia, perché sono stati riconosciuti dai profughi come torturatori in un campo legale in Libia e lavoravano per il comandante della zona Abd al-Rahman al-Milad, chiamato “Bija”.

-Quello che ha firmato l’accordo Libia-Italia sull’immigrazione?
Esattamente, stiamo parlando della stessa persona. Il problema è che se questi trafficanti decidessero di mettere in mare 1.000, 2.000, 5.000 o 10.000 rifugiati, metterebbero i governi europei in una posizione molto difficile, perché mostrerebbero ai loro cittadini che non possono fermare le ondate di profughi.
Così ogni volta la Libia richiede più soldi agli europei per fermare i flussi. Abbiamo pubblicato che l’Italia si sta preparando a dare altri 58 milioni alla cosiddetta “Guardia costiera libica”, che in realtà è controllata da “Bija” e dai suoi simili, senza che nessuno dal governo italiano lo negasse. Negli ultimi anni, l’Italia ha fornito 213 milioni per sostenere la “Guardia costiera libica”, che le organizzazioni internazionali riconoscono come parte della filiera dei trafficanti.
La “Guardia costiera libica” di “Bija” prende i rifugiati che vengono fermati in mare, li chiude nei campi di prigionieri sotto il suo controllo, dove donne e uomini subiscono torture e stupri – perché dobbiamo sottolineare che tra le loro tattiche sono regolari anche gli stupri di uomini. Dopo rimettono i rifugiati sulle barche per alimentare il circolo vizioso della tratta di esseri umani. Nel 2017 ho visitato segretamente un campo di prigionia in Libia senza il permesso di giornalista e ho visto cosa stava succedendo. Ora è quasi impossibile per me tornare in Libia, perché dall’anno scorso sono stato sotto la protezione della polizia italiana …

-È stato minacciato?
Quello che posso dire è che ad un certo punto si è presentata la polizia italiana e mi ha detto che sarò sotto la sua protezione, insieme ad un’altra collega giornalista. Personalmente, non avevo fatto nessuna richiesta alle autorità e non avevo chiesto la protezione della polizia. La polizia ha deciso di proteggerci in base alle loro informazioni, ma non posso dire di più. La cosa importante è che ho continuato a lavorare senza problemi.

-Lei vive sotto la protezione della polizia e i trafficanti ricercati anche dalle Nazioni Unite continuano ad essere liberi in Libia e firmano accordi con i governi europei?
È questo quello che succede. I negoziati tra Libia e Italia sono andato avanti per parecchio tempo. Ma dopo l’accordo, abbiamo avuto un forte calo del numero di rifugiati e migranti che lasciavano la Libia. Capisco che quando vai a negoziare in Libia, devi negoziare con persone di dubbia qualità. Ma il problema è che non puoi negoziare quando sai che l’altra parte sta violando i diritti umani e sta usando sistematicamente e quotidianamente la tortura. In Libia non vi è il reato di tortura e quindi nessuno può essere arrestato o processato per un crimine che non esiste legalmente, ma viene fatto ogni giorno.

-La Libia ha firmato un nuovo accordo con Malta pochi giorni fa e l’Italia sta negoziando il rinnovo del suo accordo …
Sapevamo che Malta aveva firmato un accordo segreto con la Libia, ma non ne conoscevamo i dettagli. Una settimana prima della Pasqua cattolica, le autorità maltesi non solo non hanno soccorso una imbarcazione con rifugiati e migranti, ma abbiamo avuti anche dodici morti. Noi di “Avvenire”, abbiamo avviato un’indagine giornalistica, alla quale sono stati successivamente aggiunti il “New York Times” e il “The Guardian”.
Abbiamo scoperto che Malta aveva una piccola flotta illegale di pescherecci che utilizzava per fermare le imbarcazioni con rifugiati e migranti per riportarli in Libia o consegnarli alla “Guardia costiera libica”. Una pratica illegale per eludere le disposizioni sulle espulsioni. Almeno cinque immigranti sono morti durante il loro trasferimento in Libia.
Alcune altre imbarcazioni avevano raggiunto le coste siciliane e dalle foto scattate da alcuni migranti abbiamo individuato non solo i trafficanti, ma anche dimostrato che la Guardia costiera maltese li aveva raccolti nelle sue acque territoriali, perché avevano un guasto nel motore e ha sostituito il loro motore, offrendo carburante e istruzioni per arrivare in Italia. Una pratica vietata dal diritto internazionale e dal diritto della navigazione.
In collaborazione con la ONG Open Arms, abbiamo raccolto e presentato tutte le prove che le autorità militari maltesi non solo si sono rifiutate di salvare queste persone nelle acque territoriali di Malta, come dovevano fare per legge, ma ancora peggio hanno continuato a metterli in pericolo cambiando il motore e dando a loro carburante e le istruzioni per raggiungere la Sicilia.
Il governo maltese ha firmato un nuovo accordo con la Libia, senza essere interessato alle rivelazioni che coinvolgono direttamente il primo ministro maltese, mentre le autorità giudiziarie maltesi mi hanno chiamato alcuni giorni fa per consegnare loro le prove che ho, perché è iniziata un’indagine contro le pratiche delle autorità del paese.
Vedremo il resto di questa storia nei tribunali di Malta ed Europei, perché le famiglie di alcuni giovani che hanno perso la vita sono ricorsi alla Corte di giustizia europea contro il governo di Malta, chiedendo il giudizio della Corte europea dei diritti umani.
Il nuovo accordo tra Libia e Malta, se è vero e non segreto, potrebbe essere positivo. I servizi segreti italiani dicono che 20.000 rifugiati e migranti sono pronti ad attraversare l’Europa dalla Libia. Lasciarli ai loro torturatori e stupratori dimostra la grande debolezza dell’Europa. Allo stesso tempo, altri protagonisti, come la Turchia e la Russia, stanno riempiendo il vuoto lasciato dall’Europa, che non riesce ad affrontare l’immigrazione.

-I rifugiati in Libia sono nelle coste controllate dalla Turchia. Erdogan può usare l’immigrazione per fare pressione sull’Italia o su altri paesi del Mediterraneo centrale?
Certo che si, lo può fare. Ero a Kastanies di Ebros e a Lesbos nella crisi sulla frontiera grecoturca e non ho dubbi che Erdogan possa usare le persone che partono per l’Italia, sfidando il pericolo di naufragi. Sfortunatamente, in Grecia ho visto settori dell’estrema destra europea e una certa tolleranza delle autorità greche nella caccia agli immigrati da parte di gruppi armati di cittadini, cosa che non dovrebbe accadere in nessun paese democratico europeo.
Erdogan ha usato i rifugiati come arma non convenzionale in una guerra contro la Grecia e l’Europa. Questo succede ancora oggi e potrebbe accadere in Libia. L’immigrazione è un’arma che spaventa l’Europa e i suoi governi. Le “milizie” e le bande di mafiosi libici, in collaborazione con Erdogan, possono in qualsiasi momento colpire la stabilità in Europa. Erdogan potrebbe chiedere sostegno agli europei per mantenere i rifugiati e gli immigranti in Libia.

-L’Italia si prepara a rinnovare il suo l’accordo con la Libia …
L’accordo triennale è scaduto e i negoziati sono in corso da febbraio, poiché c’è una nuova situazione in Libia. Credo che qualsiasi accordo che non si concentri sulla questione del rispetto dei diritti umani fallirà. I rifugiati sono usati in Libia come arma non convenzionale. Questo deve finire.
Il fatto che oggi abbiamo meno morti in mare perché abbiamo meno imbarcazioni che cercano di attraversare non significa che le persone non continuano a morire e ad essere torturate nei campi libici o nel deserto. I cittadini europei non devono pagare i torturatori e gli stupratori dei diritti umani.

-Conte ha annunciato la modifica dei decreti  di Salvini in materia di sicurezza e immigrazione, ma non sembra voler arrivare a cambiamenti sostanziali …
Il governo italiano vive con un grande spaventapasseri, un fantasma, una grande paura: il fantasma del ritorno di Salvini. Temendo che l’estrema destra torni al governo, stanno facendo molte scelte, sperando di non deludere molto gli elettori che hanno votato Salvini. Questo è un errore enorme. Non dobbiamo dimenticare che queste politiche sono iniziate con il governo di centrosinistra quando era presidente del consiglio Gentiloni, ora commissario europeo, e Minniti del Partito democratico al ministro dell’Interno.
Quindi abbiamo avuto il primo accordo sull’immigrazione con la Libia. Gli elettori di fronte alla scelta di un centrosinistra che era una brutta copia del centrodestra hanno scelto l’originale e non la copia, hanno scelto Salvini.
La lotta politica della Lega e di una parte del Movimento cinque stelle, che è vicino alle sue posizioni, riguarda non solo l’Italia ma l’intera Europa. Nei prossimi giorni, Conte spiegherà cosa vuole fare con i decreti di Salvini, ma deve essere chiaro che si tratta di questioni relative ai diritti umani, che non sono negoziabili o a la carte di nessun governo, ministro o “milizia”.
L’Europa ha commesso un grave errore nel pensare che potrebbero esserci cittadini con diritti diversi nell’interno dell’Europa, colpendo il popolo greco per gli errori della sua leadership politica. Negli ultimi anni, il popolo greco ha fatto un grande sforzo per riconquistare la propria dignità e, in condizioni molto difficili, gli immigrati sono stati trattati in modo umano. Questo esempio positivo in Europa non deve essere perso sotto la pressione delle forze dell’intolleranza che dividono le persone.

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