YULIN, UNA USANZA CHE FA ORRORE

DI MASSIMO WERTMULLER

 

 

Ieri parlavo di Yulin. Una usanza che fa orrore a chi si dice civile. Ma le usanze che fanno orrore sono sparse per il mondo. E non offendono solo la più elementare delle concezioni di civiltà, di etica e di empatia, sappiamo oggi anche che inquinano, minacciano la salute nostra e del mondo. Usanze spesso sdoganate dalla dicitura “( antichi ) Riti”. Così diventa accettabile, se non godibile, ammazzare un toro per divertire la gente, ammazzare cavalli per il gusto di un gioco tra contrade, scannare animali per una sbagliata ragione pseudo religiosa.

A rimetterci sono sempre loro, comunque, e in modo atroce,i nostri fratelli animali. Oggi al mondo non è bastato il virus per ricordare che l’uomo è il peggior nemico di se stesso, certificando che da una abitudine alimentare tremenda, che prevede il pasto di animali anche esotici, da un wetmarket, sia partito il virus. Si riapre Yulin. E l’unica speranza, ormai, visto che il mondo si muove solo dietro la puzza dell’interesse economico, siamo noi, è la gente. Così come in Cina, dove sembra che siano aumentati i casi di adozione di animali da compagnia, e dove esiste una Cina che si commuove e si batte per quei cani e per quegli animali.

E le raccolte di firme in qualche caso hanno fatto arrivare la voce del popolo alla istituzione. Io credo fermamente , nel mio piccolo, perchè ormai è anche la mia più grande preoccupazione/passione, che i diritti degli animali e il clima valgano una partecipazione attiva. Valgano quantomeno un mio impegno. Volevo solo spronare anche voi ad interessarvene. Non solo di clima. Siete sicuri, per esempio, che non si possa vivere senza mangiare carne? Che non si stia invece meglio?

Vi prego solo di pensarci…. Ma c’è sempre un ma…Sulla strada anche del più umile impegno per rendersi utili, sulla strada dell’impegno per la civiltà, c’è sempre quella parte cospicua di italiani che scrivono  su facebook, non certo per aiutare, per confrontarsi, ma per evacuare l’impellenza di un momento di protagonismo. Non c’è solo l'”odiatore seriale”, infatti, no, c’è pure il “provocatore compulsivo”.

Tu puoi postare i pensieri più in buonafede che si possano immaginare e mossi dalle più belle e utili intenzioni, ci sarà sempre quello che “eccepirà”, “puntualizzerà”,cercherà il pelo nell’uovo. Per cui, come successo a me, se parli di Yulin, o di Wuhan, fa lo stesso, stai parlando male della Cina. Se dici che disprezzi quell’usanza, sei xenofobo. Se condanni quel wetmarket sei inutile perchè il mondo è pieno di mattatoi e riti lugubri contro gli animali, come se il fatto che esistano sparsi per il globo, giustificasse quello, oppure fosse meglio allora il silenzio.

Come se indignarsi per il mercato di Yulin fosse ipocrita perchè abbiamo i nostri mattatoi….Nel caso in questione questo mio gentile interlocutore, poi, è arrivato a dire che io faccio l’animalista per cercare una visibilità, roba da denuncia vera, sommamente offensiva per il mio amore per gli animali e anche per loro stessi. Mai lo perdonerò. Come se essere animalisti, poi, in una società come questa, fosse, tra l’altro “conveniente”, “producente”. E magari , magari, comunque, la partecipazione ai temi dei diritti degli animali regalasse un po’ di notorietà, sarebbe un modo utile, nobile e necessario di procurarsela, di fronte a tanti altri.

In ogni modo oggi abbiamo saputo che un focolaio preoccupante è nato in Germania indovinate un po’ dove? In un mattatoio. Ed è ormai risaputo che la Sars, la Mucca Pazza, l’Ebola ,oltre il coronavirus, sono nati perchè abbiamo mangiato animali. Allora, alla faccia del sabotatore, provocatore, maleducato e molestatore, credo che la partecipazione sia sempre necessaria. Che sia urgente dare sempre la nostra voce a quelle povere anime e a tutte le creature che non hanno forza e capacità di parlare e difendersi da sole.