“IMMUNI” A COSA?

DI MARIO PIAZZA

La app anti-covid con i suoi scarni tre milioni di aderenti sembra proprio destinata al naufragio, pazienza, ma mi piacerebbe capirne il vero perchè.

Che le preoccupazioni per la riservatezza siano del tutto pretestuose nelle nostre vite rese visibili all’universo mondo da ogni app, videogioco, telecamera, viaggio, iscrizione e pagamento elettronico è un fatto acclarato a cui neppure un monaco tibetano potrebbe sottrarsi.
Immagino che i sostenitori di questa tesi per ragioni puramente ideologiche abbiano abdicato a qualsiasi riconoscimento della realtà in cui vivono. Un po’ come i no-vax e i terrapiattisti, diciamolo senza paura di offendere nessuno.

Superata la insussistente ragione apparente, proviamo ad analizzare la ragione vera:

Nel corso dell’epidemia, accanto a comportamenti individuali eroici, la Sanità nel suo complesso ha dimostrato inefficienze drammatiche mettendo a volte i sospetti contagiati in quarantena nelle loro case trasformate in reparti di isolamento senza che però ad essi venissero forniti adeguati supporti diagnostici, terapeutici, psicologici, tecnici ed economici.

Una forma di arresti domiciliari in assenza di qualsiasi reato che ha privato i malcapitati della libertà di muoversi e in molti casi di guadagnarsi da vivere, certamente brutte esperienze che i media non hanno mancato di ingigantire, ma anche ammettendo che sia stato così nel 100% dei casi l’alternativa quale poteva essere?

L’alternativa, ed è quella che oggi scelgono gli italiani che hanno deciso di non scaricare la app, è di essere un probabile veicolo di contagio ma di non volerlo far sapere a nessuno, neppure a se stessi, per poter continuare a condurre la propria vita normale in danno dei propri familiari, amici, colleghi e sfortunati incontri occasionali. Veri e propri potenziali untori che potranno essere fermati soltanto dall’aggravarsi dei sintomi del Covid, quando ormai sarà troppo tardi per loro e per gli altri.

E’ questa l’immunità che i disertori di Immuni vogliono garantirsi a prescindere dal suo funzionamento, il diritto di parafrasare almeno una volta nella vita quel cialtrone del Marchese del Grillo:
“La App non la scarico, perchè io sono io e voi non siete un cazzo!”