LA FASE 3 DEI BAMBINI: AL MARE IN LIBERTÀ. E POI?

DI CHIARA FARIGU

Li vedo saltare, correre, fare castelli di sabbia. Sono allegri spensierati pieni di vita. Com’è giusto che sia. I bambini e le bambine dopo la forzata reclusione covidiana si stanno riprendendo i loro spazi. I loro momenti di socialità. Indispensabili per una sana e armoniosa crescita al pari del cibo. E dell’istruzione. Non può esserci l’uno senza l’altra.
Osservarli mentre si riappropriano del sacrosanto diritto al movimento, all’aria aperta, all’attività ludica, alla compagnia dei loro pari è un piacere indescrivibile. Li osservo con gli occhi dell’insegnante che c’è in me. Che ha condiviso con loro sensazioni ed emozioni irripetibili.
Ricordi indelebili.
Pronti a riaffiorare ogni qualvolta il cassetto dei ricordi viene sollecitato.
Il loro vociare è un sound melodioso. Non c’è niente di più bello che vedere Mattia Alberto Marianna Valentina Ciccio e Camilla, tanto per citare i nomi che rimbalzano da un ombrellone all’altro, dare libero sfogo alla loro creatività. In questo habitat naturale che di per sé è sinonimo di libertà. Da orari imposizioni e limitazioni di ogni sorta.
Mi domando che ne sarà di loro quando tutto questo sarà solo un ricordo. Quando, col rientro a scuola, dovranno guardare di nuovo con ‘sospetto’ quel compagno che si avvicina più del dovuto e tenere a distanza ogni slancio di socialità.
Mi domando quanto possa influire negativamente sul loro delicato equilibrio psico-fisico dover reprimere emozioni da condividere come abbracciare un amichetto o dare un bacio alla loro maestra.
Ricordo che tra i desideri reconditi di molti bambini durante la pandemia c’era appunto quello di poter riabbracciare la loro insegnante appena fosse tutto finito. Sono stati proprio loro, coi loro disegni e i loro racconti, a mettere in evidenza, e a confermare una volta per tutte che non c’è didattica a distanza che tenga. Che nessun software, per quanto utile,  potrà mai sostituire il calore di un abbraccio.
E mentre continuo ad osservarli smetto di farmi domande. Le risposte sono nei loro occhi