CI SONO PAROLE SENZA DIGNITA’. ANCHE SE LUSSUOSE

DI AMLETO DE SILVA

Nonostante bene o male con le parole ci campi, di loro non è che mi fidi tanto in generale. Però a volte sono utilissime per scoprire, come dice Macedonio Ciriello, il mondo che sta dietro alle persone. Per esempio, in quel “lussuose”, riferito alle stanze delle cliniche private messe a disposizione dei pazienti “ordinari”, c’è un Artemio che va a guardare passare il treno, e che la prima volta che si trova in seconda classe dice “va’ che roba”.

C’è uno che quando ti deve pagare chiama “soldini” quello che ti spetta, e ti chiede cosa ne dovrai mai fare di quella “sommetta”. C’è un mondo di invincibile cafonaggine dietro queste parole, c’è quello che il mare se lo gode solo se sta in barca altrui, che deve ordinare la bottiglia più costosa anche se dentro ci hanno pisciato.

Dietro queste parole c’è la sconfitta del servo che, anche quando lo invitano a tavola coi padroni, sa perfettamente di essere servo. Ci sono parole senza dignità. Anche se sono lussuose.