DANNI DEL GLIFOSATO, BAYER, NEGLI USA, TENTA DI CHIUDERE 95000 CAUSE

DI LUCA SOLDI

 

 

 

 

Sui rischi dell’utilizzo del glifosato ne sanno più di altri gli agricoltori toscani che in tante realtà hanno combattuto per eliminarlo.
Lo hanno fatto da soli, lo hanno fatto insieme agli amministratori dei comuni che con lungimiranza, come a Carmignano, con Edoardo Prestanti, in provincia di Prato nei terreni agricoli ma anche nelle aeree verdi comunali, hanno combattuto una battaglia non semplice e non scontata per la sua eliminazione.
Il glifosato era stato introdotto nel 1974 sui mercati ma è salito alle cronache dal 1996 con l’azienda produttrice, la Monsanto, che alle prime preoccupazioni evidenziate da alcuni studi riportati dalla stessa stampa americana, aveva ribadito che anni di ricerche proprie dimostravano che il glifosato era sicuro.
Spiegazioni che non hanno mai convinto e meno che mai anche adesso che Monsanto è stata acquisita nel 2018 dalla Bayer che è da parte sua avrebbe proseguito la vendita del prodotto diserbante.
La questione del glifosato, della sua pericolosità con il passare degli anni è montata sempre di più tanto che negli Stati Uniti è diventata una marea incontrollabile per le richieste danni che sembrano minare il colosso tedesco della chimica.
Adesso proprio la Bayer ha raggiunto un patteggiamento da 10,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di azioni legali negli Stati Uniti sul Roundup, appunto il nome commerciale del glifosato che viene accusato di causare il cancro.
Il patteggiamento arriva dopo più di un anno di trattative legali durante le quali il contenzioso ha fatto crollare il prezzo delle azioni dell’azienda. “L’accordo sul Roundup è l’azione giusta al momento giusto perché Bayer ponga fine a un lungo periodo di incertezza”, ha detto l’amministratore delegato della Bayer, Werner Baumann che sta facendo il suo massimo per riportare il colosso in acque più calme. La società ha precisato che effettuerà un pagamento di 8,8-9,6 miliardi di dollari per risolvere l’attuale controversia sul Roundup – inclusa un’indennità che dovrebbe coprire le richieste di risarcimento non risolte – e 1,25 miliardi di dollari per affrontare potenziali controversie future.

Secondo quanto ha riportato il New York Times, il patteggiamento riguarderebbe quasi 95.000 delle 120 mila azioni legali intentate contro la Monsanto. “E’ come estinguere solo parte dell’incendio di una casa”, afferma Fletch Trammell, avvocato di uno studio legale che rappresenta circa 5.000 persone che però non hanno aderito al patteggiamento.
Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo, per via della sua efficacia e della minore tossicità rispetto agli analoghi prodotti che erano disponibili quando è stato messo in commercio.
Uno studio citato sul sito d’associazione ricerca sul cancro spiega  che il glifosato somministrato ai ratti sembra dimostrarne la cancerogenicità. Tuttavia, l’articolo pubblicato nel 2012 è stato in seguito ritrattato per problemi di metodo e i dati non sono mai stati replicati in studi di qualità superiore.
In Europa altre valutazioni alle analisi disponibili, da parte dello IARC di Lione hanno classificato il glifosato nel gruppo 2 A, tra i probabili cancerogeni.
EFSA, OMSe FAO per parte loro fino ad oggi hanno espresso giudizi più rassicuranti, ma hanno previsto comunque misure di cautela, come la valutazione dei residui di glifosato nei cibi e il divieto di utilizzarlo in aeree densamente popolate.