FELTRI NON PIÙ GIORNALISTA PER CONTINUARE A SCRIVERE

DI MARINA NERI

Dimissioni di Vittorio Feltri.
Avevo deciso di non scrivere a riguardo. Avevo, in passato, consumato litri di inchiostro per opporre pensieri razionali alle accuse, spesso infarcite di luoghi comuni, mosse alla mia gente e alla mia terra dal Direttore di Libero. ” Al nemico che fugge, ponti d’ oro” recita un antico detto.

Chissà perché mi è venuto in mente questo brocardo. Non vi è una guerra, neppure mediatica e non ho mai ragionato in termini di amicizia o inimicizia, piuttosto,trattandosi di Feltri, in termini di reazione a continue provocazioni.

In realtà mi piaceva l’idea di pensare che se il Direttore aveva scelto di mollare, non sarei stata dispiaciuta della decisione, anzi, l’avrei agevolata col mio silenzio.

Ma poi ho letto molti scritti stigmatizzanti il ” sacrificio” e ho pensato che un po’ di inchiostro calmierante, sebbene ininfluente, non facesse male al pluralismo del pensiero.

Quindi Feltri chiede la cancellazione dall’albo dei giornalisti di Milano. A darne la notizia in prima pagina il” Giornale” del direttore suo amico Sallusti e ieri, in un editoriale al vetriolo, lo stesso Direttore Feltri.

Appena il Consiglio dell’ordine deliberera’ sulla richiesta di cancellazione, Feltri non sarà più un giornalista.

Eppure spesso si è parlato di procedimenti disciplinari a carico suo aperti dall’Ordine, ogni qualvolta, almeno, gli editoriali del Direttore avevamo fatto indignare ora meridionali, ora ambientalisti, ora altre categorie non risparmiate.

E lui spiazza ancora. Non attende e anticipa, secondo un altro antico detto popolare:- chi picchia per primo, mena due volte-

Nel suo editoriale scriveva:” Io rifiuto questo stile becero e fascista o, meglio, comunista e me ne vado per i fatti miei, non voglio più avere a che fare con un tribunale speciale pronto a colpire gli eretici…Da notare: lo scorso anno l’Ordine mi assegnò la medaglia d’oro per aver dato lustro alla professione, intanto però dava inizio alla recrudescenza della mia persecuzione….”

Eretico, perseguitato si definisce.

Ho letto commenti e levate di scudo in favore di Feltri e la sottolineatura dell’eroismo del suo gesto in nome e in difesa sempre e ,comunque, dell’ art.21 della Costituzione.

“L’articolo 21 della Costituzione enuncia che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” ma tale diritto incontra dei limiti specifici qualora l’opinione espressa giunga a ledere l’altrui onore e reputazione.”

La Libertà garantita che incontra, tuttavia, il limite del rispetto del diritto alla altrui dignità. Altrimenti si scade nel libertinaggio che è foriero dell’arbitrio. Il diritto di critica e la libertà di opinione non possono essere equivocate con la libertà di offesa quando addirittura non ringuarda reati più gravi.

Fatte queste premesse, anche a me rincresce che Feltri si sia dimesso prima che l’Ordine completasse i percorsi con tutte le garanzie previste e prescritte, per la radiazione.

Mi dispiace perché si è consentito si gridasse al martirio omettendo in questa corsa di ricordare i tanti cittadini di una determinata area geografica, costretti a leggere, e, quindi, a subire, molto spesso, le frasi pungenti rivolte a loro e alle loro città.

La Costituzione porta in sé, sempre, comunque e a prescindere dai soggetti coinvolti, il principio del ” contemperamento” unico in grado di garantire la Libertà…di tutti.

Bella mossa, Direttore, sulla scacchiera dell’arte della Parola.
Adesso ancora più libero di pensiero e parola.