USTICA, PER AVERE LA VERITA’ CI VORREBBE UN “PENTITO DI POLITICA”

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DI VINCENZO PALIOTTI

Come disse Sandro Ruotolo parlando di pentiti di mafia, per scoprire i tanti misteri italiani, stragi, omicidi eccellenti, collusioni tra politica e mafia ed altre situazioni simili, ci vorrebbe un “pentito di politica”, qualcuno cioè che tra i politici, tra uomini delle istituzioni “tradisca” quel patto non scritto di nascondere verità su eventi che hanno funestato la storia del nostro paese, un “pentito” che però non arriva mai e i misteri italiani rimangono tali: misteri.

E Ustica non fa eccezione lasciando le famiglie delle vittime, a quarant’anni dalla strage, senza verità. Una mancanza di sensibilità unita ad una totale mancanza di rispetto verso chi ha perso la vita e verso i parenti delle vittime che a tutt’oggi non sanno il perché e per mano di chi hanno perso i loro cari.

Una verità che le indagini, le risultanze tecniche, gli esperti, finanche il massimo ente americano che indaga sulle sciagure aeree l’NTSB, è stata trovata e spiegata ma i tanti depistaggi, con tanto di morti “sospette” di chi sapeva, i silenzi omertosi, la solita “ragion di stato”, la reticenza addirittura di un ex Presidente della Repubblica che rivela nomi e cognomi rifiutandosi poi di comparire nelle sedi competenti per confermare (Articolo de La Repubblica 31 Maggio 2009 La verità di Cossiga su Ustica), hanno impedito non solo di accettarla ma anche di rivelare i colpevoli seppellendo tutto sotto una profonda coltre di sabbia e che probabilmente mai verrà rivelata.

A meno di un “pentito di politica”.