NON CONDIVIDO LE TUE IDEE E FAREI DI TUTTO PER CHIUDERTI QUELLA BOCCACCIA

DI MARIO PIAZZA

Nell’habitat umido e nebbioso del settentrione italiano è esistito fino alla fine degli scorsi anni 60 un animale che la scienza non ha mai catalogato fino in fondo. Per questioni anagrafiche e geografiche e nonostante mio padre milanese  appartenesse a tutt’altra tassonomia, ho passato infanzia e adolescenza circondato da questi esemplari apparentemente in via d’estinzione per l’arrivo della democrazia.

Li conoscevo bene questi esemplari di “homo erectus padanus”, orfani della violenza legalizzata del fascismo ma anche delle case di tolleranza chiuse nel 1958, della indiscussa supremazia maschile istituzionalizzata fino al 1946 quando le donne furono ammesse al voto per la prima volta (ad esclusione delle prostitute) e fino addirittura al delitto d’onore, forma attenuata di femminicidio definitivamente abrogato solo nel 1981.

Erano animali dalla socialità malata sempre pronti a sparare a un gatto randagio, a mollare una sberla alla moglie, a tastare il sedere di una bella donna che non a caso veniva chiamata comunemente “manza”, a insultare un meridionale, a maltrattare un omosessuale e a prendere in giro un nano o un balbuziente.

Estinti? Ma nemmeno per sogno, molti di loro hanno imparato a camuffarsi nel sottobosco ma esemplari fieri e orgogliosi del proprio disagio fanno bella mostra di sè ogni volta che ne hanno l’occasione, come ad esempio…