STORIE

100 articoli

DI MARUSKA ALBERTAZZI Se dovessi raccontare tutti i miei #quellavoltache avrei da scrivere per giorni. E giorni. E giorni. Ne ho per tutti i gusti e tutte le sfumature. Conosco bene la materia. Dal commento, alla pacca sul sedere, al collega che ti salta addosso all’improvviso mentre stai parcheggiando, alla violenza vera e propria. I miei #quellavoltache sono cominciati che ero solo una bambina, ma bambina proprio, cinque, sei anni e sono proseguiti per tutto il corso della mia vita. Quelle prime, terribili molestie, quelle arrivate quando ancora non capivo […]

DI GABRIELE BOJANO Stamattina non so perché ma mi è venuta in mente una paradossale avventura romana che mi capito’ quand’ero ragazzo. Se vi fa piacere ve la racconto… dunque, siamo nel 1984 o giù di lì, io sono uno studente molto svogliato di Giurisprudenza e sto preparando un esame (privato?) con un compagno di scuola cattolico fervente ai limiti dell’integralismo. Era il periodo che di tanto in tanto facevo delle sortite a Roma giusto per cambiare aria, vedere spettacoli e conoscere gente. La più indimenticabile quella in cui intervistai […]

DI MARIA PIA PIZZOLANTE https://www.alganews.it #Metoo Quella volta che un noto professore universitario, autore di testi divulgativi, ospite in alcune trasmissioni Tv, mi invitò a casa sua per regalarmi alcuni libri e capire come collaborare, colpito dalla mia “lucidità d’analisi” e mi costrinse a rinunciare ad instaurare una relazione professionale, anche se “ero promettente”, perché in quello studio pieno di libri ebbi la sensazione netta di dover fuggire a gambe levate e così feci. Non fu coraggio il mio, non lo raccontai a nessuno, temetti di non poter più andare a […]

DI VALERIA CALICCHIO Io non ho nessun #mettoo da raccontare. Però se volete vi racconto di come la mia bisnonna, poverissima contadina, prese a calci nelle palle il ricco mezzadro per il quale lavorava lasciandolo a terra stordito. Poi lo ricoprì con i cesti di olive che aveva raccolto insieme alle altre ragazze che lavoravano con lei e andò via rifiutando anche la paga. Voleva abusare di quella ragazza bella e giovanissima, ma Maria non era femmina da farsi fare queste cose. Tutte le donne della famiglia sanno di questa storia fin […]

DI DARIO CELLI https://www.alganews.it Incredibile quanto poco durino le pratiche per il noleggio di un’auto in America. Non che siano tanto differenti da quelle italiane (ci sono un bel po’ di moduli da firmare anche qui), ma tutto si svolge in modo assolutamente rapido. Forse solo perché dietro ai banchi prenotazione ci sono sempre decine di impiegati. Perché noleggiare un’auto, negli Usa, non è affatto un lusso, viste le tariffe applicate e la concorrenza fra tante agenzie di noleggio. Anzi, semmai a Manhattan è considerato quasi un lusso possederla, un’automobile, con […]

DI MARCO GIACOSA A Vercelli un arbitro d’esperienza ha mollato il campo – dirigeva una partita del campionato amatoriale CSI – e se ne è andato: «Basta, non gioco più». È il mio idolo del giorno. Moltissimi anni fa al mio paese si giocava un torneo di calcio a 5, di quelli dove vinci un salame e una bottiglia di vino, che coinvolgono persone che si conoscono tra loro da quando respirano, magari con qualche differenza di età – con la concessione di qualcuno dai paesi attorno, se capitava. Un […]

DI DARWIN PASTORIN https://www.alganews.it Seguo poco il calcio, da un po’ di mesi a questa parte. Una crisi di rigetto: momentanea? È possibile. Passerà. Ma riesco sempre a trovare passione e consolazione, riguardo le vicende del pallone, recuperando memorie e nostalgie, compiendo i miei viaggi a ritroso nel tempo: quando il football era avventura, voci alla radio, riflessi filmati alla Domenica Sportiva, l’attesa sugli spalti, il bagliore all’ingresso delle squadre in campo, la figurina di Stacchini che ti mancava, le partite in cortile, in piazza e sui prati. Cinquanta anni fa, […]

DI RITA PANI «Andai con Gheddafi e con i suoi architetti nei centri di accoglienza su cui avevo ottenuto che ci fossero i caschi blu dell’Onu a garantire che fossero rispettate le condizioni umanitarie. Guardo i bagni e mi accorgo che non c’era il bidet e quando Gheddafi mi chiese cosa fosse il bidet io risposi: “I bidet ce li metto io, avrò l’orgoglio di aver insegnato agli scopatori di africani che esistono i preliminari”». Così Silvio Berlusconi sul palco dell’auditorium di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, parlando di immigrazione. Ho […]

DI GIANLUCA ARCOPINTO Giosuè si tira su i calzettoni e mi guarda con i suoi occhi scuri e mi sorride come solo lui sa. In quegli occhi stasera c’è l’orgoglio della prima partita di pallone giocata con me e con i grandi, che lo hanno trattato da piccolo uomo, sia fuori del campo al momento delle presentazioni, sia in campo durante la partita, magari lasciandogli un po’ di spazi in più del normale, ma senza esagerare e senza mai farlo sentire un bambino…. Ha corso più di tutti, ha segnato […]

DI MARCO GIACOSA In un piccolo parco di quartiere, a Torino, un capannello di persone: vecchi badati da donne straniere, pensionati, due uomini con la chitarra, tutti su alcune panchine, vicine. Gli uomini con la chitarra sono proprio di fronte, duettano come fossero su un palco. Non sono esperto di musica, nessuno direbbe di me che sono un appassionato, eppure ce l’ho tutto il giorno, e non vivrei senza (ma poi, qualcuno sì?). I vecchi rinsecchiti sulla sedia a rotelle, immobili (berciamo «A casa nostra! Questi vengono a casa mia!», […]

DI GIULIO CAVALLI Si definisce “maestro – viaggiatore”e ha deciso di abbandonare il “posto fisso” da maestro elementare per diventare volontario “maestro di strada” a Palermo, nel difficile quartiere di Monreale. “Vado per fare l’allievo sperando di tornare per riuscire, con i miei colleghi, a innescare una rivoluzione sulla nostra scuola.” “Ho rinunciato a un anno di stipendio, 1080 euro mensili, ma sono convinto di avere preso la mia decisione migliore”: Alex Corlazzoli ha 42 anni e si definisce “maestro – giornalista – viaggiatore”. Da sempre si occupa di scuola (ha […]

DI MAURIZIO PATRICIELLO   ANTONIO E LUCIA “Parlami di Dio, chiesi al mandorlo, e il mandorlo fiorì”. Come il mandorlo, anche gli uomini possono fiorire dopo un inverno freddo che sembrava dovesse essere l’ ultimo. Quando sembra che tutto sia finito, che non valga più la pena di combattere per un mondo migliore; anche quando il deserto avanza e tutto diventa arida, continua a credere che “ il deserto fiorirà”. Se lo vuoi, naturalmente. La differenza tra il mandorlo e l’ uomo risiede nella capacità di quest’ ultimo di desiderare […]

DI FLORENZA CARSI L’Aldo, il Giovanni e il Giacomo Questi i mie tre ometti del mese. Così chiamati pensando a quei matti da palcoscenico che adoro. Nomi (ovviamente) scritti alla milanese (con l’articolo). L’Aldo l’ho incontrato per ben tre volte a South Kensington. La prima, mentre mangiavo a un ristorante libanese, all’aperto (a luglio). Una seconda, mentre salivo su un taxi (a metà settembre). La terza, un pomeriggio della scorsa settimana in Exhibition Road (sempre nei pressi). Il giovane mi pare alto (direi uno e novanta). In tutte e tre […]

DI RENATA BUONAIUTO Ci sono dolori, dolori grandi dai quali è difficile venir fuori. Dolori che ci piegano in due, che ci fanno respirare a fatica, che ci confondono i pensieri, li diradano e li rendono impalpabili. Oggi ho conosciuto una mamma “una mamma orfana”.  Due anni fa ha perso il suo unico figlio, in un incidente d’auto. Valerio stava ritornando a casa in macchina, con lui altri tre amici. Non viaggiava veloce e non aveva bevuto, l’aveva fatto per loro l’autista di un camion, incurante dei rischi che ciò […]

DI LOREDANA LIPPERINI Non racconto una storia, questa volta. Penso a una parola, un verbo: accompagnare. Penso a cosa significhi essere compagni di strada, per un tratto lungo o breve della nostra vita. Essere figli, genitori, amici, compartecipi. Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto? Se conto, siamo soltanto tu ed io insieme Ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca C’è sempre un altro che ti cammina accanto Che scivola ravvolto in un ammanto bruno, incappucciato Io non so se sia un uomo o una […]

DI MARCO GIACOSA In metro, una ragazza mandava messaggi su un Nokia 1100. Aveva i capelli bagnati, una tuta da ginnastica nera con i bordi rossi, lo zaino, doveva essere uscita da qualche sport. Attorno a lei, un tizio con le cuffie bluetooth hi-tec sto-caz, che toccava uno schermo che si illuminava irradiando il quartiere pure in superficie. Lei no, faceva una fatica nera a premere quei tasti con il pollice, aspettando qualche secondo, anche, per cambiare la lettera: pqr sullo stesso tasto, per la r aspetti. Accanto a lei, […]

DI MARCO GIACOSA Questa mattina ai tornelli della metro un gruppo di uomini era preso da un vociare che a un primo sentire ho inteso allegro, giocoso. Erano uomini in età adulta, uno era molto magro, alto, aveva i baffi e i capelli bianchi, aveva una camicia grigia, una cravatta e un soprabito. Accanto a lui uno sui cinquantacinque anni, abbigliato in maniera più modesta, una camicia e un gilet. Godevano dell’aver scherzato l’ingresso, perché ho visto loro amici fare allo stesso modo, e riderne. Ai tornelli della metropolitana di […]

DI PINO SCACCIA “Papa cansado”, papa’ e’ stanco. Curioso codice per annunciare la cattura del nemico numero uno, quel diavolo di un “Che”. L’annuncio per radio, l’8 ottobre di ventotto anni fa, fu dato all’allora colonnello Mario Vargas Solinas da un cubano, un omone alto e grosso della CIA che tutti conoscevano come “Max Gomez”. Ufficialmente la cattura fu accreditata al generale Gary Prado Salmon, comandante del battaglione, ma tutti sapevano che il merito era del cubano. Era stato lui ad arrivare a Guevara. Qualche giorno prima aveva preso tre […]

DI LUCA BILLI Il dottor Ernesto osservava i bambini che giocavano a pallone nel cortile sotto le finestre del suo piccolo ambulatorio, alla periferia meridionale di Rosario. Non riusciva a ricordare i loro nomi, anche se li aveva visitati tutti, parecchie volte; ricordava un po’ i nomi dei loro genitori, ma ancora meglio quelli dei loro nonni. Erano davvero molti anni che faceva il medico laggiù ed era il momento di smettere; a dire il vero era ormai da qualche anno che non usciva di notte per le emergenze, ci […]

DI MARCO GIACOSA La prima volta in cui l’ascoltai ero un adolescente che si divertiva a giocare a calcio in una squadra, pienamente a conoscenza dei propri limiti. Sentii il padre di un mio compagno dire a un altro genitore, riferito a uno di noi: «Chiel lì u l’a nan ‘l gheddu», quello lì non ha il gheddu. Non ha il tocco, lo spunto, l’acuto, è incerto, non c’è una parola che traduca gheddu (che correttamente si dovrebbe scrivere, credo, ghëddo, in grafia piemontese – il piemontese è quella lingua […]

DI JACOPO FO https://www.alganews.it Vi racconto un’altra piccola storia. E’ una leggenda, non so se sia una storia vera ma la trovo molto bella. Quando i nativi americani videro le prime navi spagnole ancorate vicino alla spiaggia dalle quali scendevano le barche piene di marinai, erano in grado di vedere le barche ma non riuscivano a vedere le navi, perché il loro cervello non era in grado di concepirle: guardavano le vele bianche e pensavano che le navi fossero delle strane nuvole. In pratica, se non si è registrata nella […]

DI MATTEO NUCCI https://www.alganews.it Victorino Martín Andrés è morto ieri nella sua fattoria di Portezuelo, Caceres, a ottantotto anni. È stato il più importante allevatore di tori da combattimento della seconda metà del Novecento. Rivoluzionario, integro, creativo, austero e spiritoso allo stesso tempo, ha dato un’impronta decisiva all’evoluzione della corrida moderna. Chi non sappia nulla di corrida ignora che nel linguaggio corrente si dice “andiamo ai tori” e che per specificare il tipo di corrida si nomina spesso più l’allevamento che il torero. Per i tori di Victorino Martín si è sempre […]

DI MARCO GIACOSA La mia Torino del 1994. Abitavo in corso Raffaello, per andare al Lucky Nugget Saloon in corso Vittorio dovevo immergermi in una felpa, lo sguardo basso, per evitare ogni passante che avesse una richiesta: mi avrebbe senz’altro rapinato. Avevo amici in via Galliari, andavo da loro la sera, scendevo in strada per telefonare alla fidanzata da una cabina pubblica di corso Vittorio, mi preparavo come a una guerra (via i documenti, via i soldi, tieni 5mila lire soltanto, la scheda telefonica). Al Quadrilatero, area via Garibaldi, non […]

DI SIMONETTA MARTELLINI Con un “evviva!” aggiunto di suo pugno, il caporedattore di Bologna Alberto Romagnoli mi consegnò la lettera di convocazione al corso per radiotelecronisti. Era il 1998. Iscritti 21, da tutte le testate RAI. Ventuno colleghi che facevano regolarmente radio e telecronache, ma ancora privi di qualifica. Era un corso sanatoria, eppure niente affatto pro forma. La ragione sta in tre nomi: Mario Giobbe, l’organizzatore; e poi i due tutor, Rino Icardi e Bruno Pizzul. Per cinque settimane seguimmo le loro lezioni, teoriche e pratiche, e gli interventi […]

DI MARCO GIACOSA Sulla metropolitana, accanto a me è seduto un ragazzone. È inarcato in avanti, tiene sulle ginocchia uno zainetto blu, ha i pantaloni corti da passeggio al ginocchio, e una felpa. Dallo zaino tira fuori un sacchetto, dal sacchetto tira fuori una brioche, è una conchiglia al cioccolato, la addenta. Ha le cuffie collegate al telefono, ogni tanto muove la testa, su e giù, mima una danza. La sua playlist si chiama “Raccolta di musica”, ospita tra gli altri gli AC/DC. Mastica con furore, sento la rumorosa frequenza […]

DI AMLETO DE SILVA https://www.alganews.it Toni’, ti ha lasciato perché eri brutto, va bene? Rendiamoci conto che questa cosa, oggi, si chiamerebbe body shaming, o un altro dei nomi cretini che gli analfabeti usano per farci capire che non conoscono la lingua italiana. A casa mia, si è sempre chiamato sfottere, e non solo a casa mia. Questo è Troisi, ma potrei citarvi un milione di battute, da Woody Allen a Groucho Marx, che oggi farebbero inorridire quello che le televisioni chiamano il popolo del web. Dice, ma il contesto, il contesto. Una cosa […]

DI LOREDANA LIPPERINI Due precisazioni. Mi piace ridere e non ho nulla, nulla al mondo contro chi fa social media marketing. Però. Leggendo, questo pomeriggio, quello che si è scatenato sui social verso una sventurata signora che ha risposto a un invito (io lo chiamo diktat, ma pazienza) aziendale, di quelli che sinuosi ti dicono “siamo una grande famiglia, buttati pure fra le nostre braccia che ti prendiamo”, ho avuto i brividi. Primo: perché non solo non l’hanno presa, ma un selezionatore di Intesa San Paolo ha diffuso un video […]

DI SILVIA GARAMBOIS   Eppure sembra di sentirlo ancora sulla pelle l’eco di grida di notte, passando sotto le Murate a Firenze. Adesso sulle mura ci sono finestre. Il portone – quel portone: l’ho valicato una volta sola e sono dovuta rimanere in attesa nell’andito, buio, tetro, con le guardie carcerarie che mi tenevano d’occhio, inutili le proteste: niente donne lì dentro – non c’è più. È diventato l’accesso di una strada, “Via delle vecchie carceri”, con negozi, librai, mostre d’arte, case popolari che s’affacciano sui ballatoi. Le Murate sono […]

DI SABRINA PARAVICINI Sono andata a prendere Nino a scuola, ho parcheggiato in Prati. Per andare alla scuola ho attraversato un divisorio con  un’aiuola e delle panchine. Sulle panchine sedevano persone in giacca e cravatta che si riposavano o facevano la pausa pranzo, sotto alle panchine bottiglie di vetro vuote, confezioni di latte vuote buttate lì chissà da chi. Era un’immagine curiosa: impiegati circondati da immondizia. Nessuno di loro però sembrava fare caso e neppure era infastidito da quello che aveva accanto alle proprie scarpe. Tornando con Nino, nella stessa […]

DI PAOLO FERRERO 50 anni fa a New York moriva Woody Guthrie, antifascista (si arruolò per combattere il nazismo), militante comunista (venne perseguitato ai tempi del maccartismo), padre della canzone di protesta negli Sati Uniti e non solo. Sulla sua chitarra era scritto “questa macchina uccide i fascisti” e da lui hanno preso le mosse Bob Dylan come Bruce Springsteen, the boss. Guthrie ha cantato le lotte, le proteste, le speranze dei lavoratori e delle lavoratrici statunitensi. La sua autobiografia – Questa terra è la tua terra – è un […]

DI MARCO GIACOSA Cenano presto, alla mensa dei poveri, in queste giornate ancora calde uno mangia una mela su un gradino, fuori, accanto a un altro che fuma. Uno è grasso, indossa una giacca a quadri, ha i baffi neri, e voglia di parlare. L’altro è piccoletto, avrà trent’anni e un viso che già raccoglie sofferenze. L’uomo grasso mangia una mela. – Tu non c’eri quando io qui contavo qualcosa. Però era tutta un’illusione, una finta, quando pensi di avere tutto, la vita ti frega. Il ragazzo sfumazza, lo sguardo […]

DI MARCO GIACOSA Sulla metro accanto a me, un uomo che fa il ragioniere. Anzi lo è: che lo faccia, è incidentale. Indossa un paio di pantaloni grigi, una camicia celeste, ai piedi due scarpe di un colore spento a metà dei due. Ha una fronte alta dove appoggia un paio di occhiali sottili. Osserva con attenzione, massaggiandosi talvolta una tempia, due fogli A4 uniti da un colpo di pinzatrice, vi è stampato un conto economico. C’è l’intestazione dell’azienda, una SpA, e il dettaglio di quel prospetto: è l’analisi del […]

DI MAURIZIO PRATICIELLO Gli uomini: eterni scolari di una maestra che non si stanca mai di fare il suo dovere. Di notte e di giorno, d’ inverno e d’ estate, la vita ci insegna come fare per arrivare al traguardo nel migliore dei modi. Così da secoli. Le lezioni sono tante e tra loro diversissime. Progressi ne abbiamo fatti. Ci siamo spinti sempre oltre. Abbiamo sconfitto mostri che ai nostri antenati facevano paura. Abbiamo messo alla berlina streghe e fantasmi inesistenti. Abbiamo aggiunto anni alla durata del nostro peregrinare. La […]

DI GIANLUCA ARCOPINTO “Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto.” Sono qui, finalmente di notte e di nuovo sulla mia panchina, con queste parole che mi girano nella testa. Oggi è stato il giorno che le mie squadre di bambini hanno giocato le prime partite della stagione. Siamo tornati a respirare insieme il profumo dell’erba al petrolio, della polvere, del pallone, sotto un sole cocente che non sembra fine settembre. Il mio viso che stava spegnendosi è tornato a sorridere riprendendo colore. L’entrata in campo, […]

DI RITA DALLA CHIESA Ho scritto ieri sul blog di mio fratello Nando che sono sempre piu’ orgogliosa di lui. Perche’? Perche’ e’ un uomo “libero”, corretto, leale. Ha fatto della trasparenza, in ogni settore della societa’, la sua vita e le sue battaglie. E’ uno dei professori piu’ amato dai suoi studenti. E’ marito, padre e fratello adorato da noi che lo conosciamo da una vita. Prende il tram per spostarsi per Milano, non ha nemmeno la macchina. Fa le sue vacanze in una casetta in affitto su una […]

DI MASSIMO WERTMULLER Ieri a via Cola di Rienzo,una grande strada di Roma molto popolata, becco in flagrante un signore che con assoluta normalità getta in terra una salvietta di carta. La via, nonostante la paura di attentati che ha dimezzato la presenza in zona(S.Pietro) di cassonetti e cestini non aiutando certo il problema dei rifiuti, è piena di possibilità per gettare la spazzatura in appositi luoghi.Io lo guardo negli occhi e gli faccio notare che poteva gettare quella carta in una di quelle mille alternative apposite. Lui mi guarda […]

DI MARCO GIACOSA L’altro giorno al bar ho cioccato con una signora. Berciava “A casa miaaaa”, “A casa miaaaa”, riferito a “loro”, i migranti, gli stranieri, che vengono “a casa …sua”, e io ho pensato che eravamo al bar e lei mi stava rompendo i coglioni con le sue urla sconclusionate, le ho detto che non eravamo a casa sua eppure lei disturbava; mi è stato chiaro che lei intendesse casa sua l’Italia (o la via? Il quartiere? Torino? La provincia di Torino? Il Piemonte? L’Italia Ovest?), e ho pensato […]

DI MARIO RIGLI Una mattina di queste, tornando dal campo, sullo “stronco” andante per via della vanga, mentre parcheggio proprio davanti a casa, vedo che stanno riempiendo la mia cassetta postale di depliant pubblicitari. Non ho mai sopportato quella cosa. La Coop, la Conad, la Sma, la Lidl non hanno altro da fare che stampare tutti quei fogli inutili! Ma se defalcassero il prezzo di tutta quella pubblicità sui prodotti, non sarebbe meglio? Mi accendo una sigaretta prima di scendere di macchina e mi metto ad osservare il tipo che […]

DI FLAVIA PERINA Terrazza Parioli. Si pensava di ritrovare vecchi brividi discutendo di causa catalana, e rivoluzione e piazze, ma dopo cinque minuti si è già tutti annoiati. Dire “La polizia di Rajoy” non emoziona come “Le guardie di Franco”. E Barcellona, detto tra noi, è così cheap che persino Amy c’è stata una volta a trovare la cugina. Diamante fa girare le foto del suo nuovo Weimaraner. Si cambia discorso, con gran sollievo. Terrazza Parioli. Amy è stata incaricata di contare tutti e diecimila gli asciugamani, che dopo Albertina […]

DI MARCO GIACOSA È una sera dell’estate 1992, Jovanotti canta «l’anno dell’Europa unita delle mie delle tue vacanze», in via Cigna una ragazza di nome Valeria esce per un gelato…. Nel bar c’è un ragazzo che si chiama Gianni, sono le ventitré e sta chiudendo, ha già messo via i pozzetti, vede Valeria e subito li riprende. Chiacchierano. Dove vai in vacanza? A Sanremo, lei; ai lidi di Comacchio, con gli amici, lui. Non c’è internet, non c’è Whatsapp: si scambiano gli indirizzi e si mandano una cartolina. Poi basterebbe […]

DI MARIO RIGLI Fantasma privato Eppure le finestre sono chiuse. Quassù a “Poggio al Vento” il vento tira spesso e forte, non per nulla si chiama così, e anche d’agosto, ma oggi no, oggi il cielo promette pioggia e fuori non si muove foglia e le finestre sono chiuse. E allora cosa è stato quel soffio improvviso, freddo e repentino? Boh, non lo so proprio. Lisa ed io non vediamo l’ora di finire, di rifare i letti e spazzare e lavare nell’agriturismo dove lavoriamo il sabato. La vita ci ha […]

DI CARLA VISTARINI Rubabandiera, Palla avvelenata, Nascondarella, Moscacieca, Un due tre stella!, la Campana, i “carrettini” Erano (e forse sono ancora, non so) i giochi di bambini di quando ero piccola io, tanto tempo fa. A quei tempi si giocava in strada (“automobili poche, allora”) dopo la scuola, ma anche, d’estate, dopo cena, fino a tardi, stormendo e gridando la pazza gioia di correre e scalmanarsi con le guance rosse e gli occhi accesi. Ci si ritrovava, tutti i bambini del circondario, qualche mamma o zia con la sedia appresso […]

DI FABRIZIO FALCONI Anche Roma ha avuto i suoi santi mistici. E alcuni di loro, vissuti in tempi relativamente recenti, hanno lasciato tracce ben visibili nella storia e nei luoghi cittadini. E’ il caso di San Benedetto Giuseppe Labre, un santo di cui oggi si è persa quasi la memoria, nato il 26 marzo del 1748 ad Amettes, un villaggio di cinquecento abitanti nel Passo di Calais, nel nord della Francia, che ancora oggi dalla Chiesa è celebrato come il patrono di tutti i barboni, o clochard, e quindi anche […]

DI ITALO CUCCI Ho letto su Repubblica una bella intervista di Maurizio Vandelli, leader dell’Èquipe, che racconta com’è nata la bellissima canzone, ammettendo che oltre a lui il merito se lo prendono altri. E infatti Mogol non è d’accordo. E allora approfitto del minidibattito per raccontare come all’inizio dei Sessanta ho scoperto l’Equipe 84: Vandelli, Victor Sogliani, Franco Ceccarelli e Alfio Cantarella – i fondatori – d’inverno suonavano in un localino di Riccione, “La stalla”, del cantante Paolo Bacilieri, crooner di successo, presente nelle maggiori trasmissioni televisive, da “Lascia e […]

DI CLAUDIA BALDINI Oggi vi voglio parlare di Ravarino, un non ridente paesino nella bassa modenese. Se però volete riscoprire il piacere di trovare nuove parolacce, potete farvi un soggiorno qui di un paio di settimane. No, non c’è nulla da vedere, salvo la Beata Vergine delle Grazie, santuario in restaurazione dopo il terremoto. Le strade rotte, i marciapiedi insidiosi, i parchi sporchi li vedete ovunque. Anche i dossi in posti sbagliati e rompi auto li vedete ovunque. Anche la distinzione tra chi sta nel centro dei paesi e tra […]

DI MARCO GIACOSA Siedo accanto a un tizio che legge un libro corposo, mi metto a leggere anche io; alla stazione successiva sale una donna e si mette davanti a noi, ha un trolley di plastica dura con un disegno fantasia sul verde, tira fuori il libro, riesco a vedere quale, Clara Sánchez, Le cose che sai di me. Poi l’uomo scende, e sale una giovane donna bionda. È molto magra, ha un piumino Moncler leggero tonalità argento, i jeans, una borsa da lavoro di pelle nera e una borsa […]

DI VINCENZO SODDU Centoquarantasei anni fa nasceva Grazia Deledda (sarà registrata soltanto il giorno successivo al Tribunale dello Stato Civile di Nuoro), la maggiore scrittrice sarda, insignita addirittura, prima donna in Italia, del Premio Nobel. Era una donna piccola, insicura, soprattutto della sua bellezza, che in verità le mancava proprio. Ma la determinazione, l’ambizione, tutte sarde, quelle sì, le possedeva. Dalla più giovane età, sempre china sui libri, a leggere, a copiare modelli e caratteri di un mondo che lei, figlia di un ricco possidente autoritario, non conosceva per contatto […]

DI CHIARA FARIGU Elia è un ragazzo particolare come il cognome che porta, Taberlet, di chiara origine francese che nulla ha in comune con gli Aru, Porcu, Nieddu, Mereu e i tanti altri che popolano la Sardegna. Cognome a parte è un sardo doc, legato visceralmente alla sua terra e alle sue tradizioni. Al punto da volerle portare avanti per crearsi un futuro e, un domani, una famiglia tutta sua. Ha le idee chiare in merito Elia, a dispetto dei suoi diciassette anni. Dopo la licenza media si iscrive alla […]

DI MARIO RIGLI Nella mia vita, ormai non brevissima ho assistito a centinaia di concerti rock, pop, di cantautori, ma mai come questa volta mi sono profondamente emozionato. O forse si, mi sono emozionato altre volte, ma il morbo scoperto da Alois, lo psichiatra tedesco, mi impedisce, ora, di ricordare emozioni simili. Eppure altre volte ho assistito a concerti con mio figlio, lo tenevo sulle spalle o per mano, stretto stretto perché non potesse sfuggirmi. Questa volta è stato il contrario, era lui che mi teneva per mano o sulla […]

DI MARCO GIACOSA Qualche anno fa me ne stavo a un chiosco del Valentino con un libro e un frullato, quando arrivò nei pressi un barbone. Parlava da solo, sottovoce, sussurrava parole incomprensibili, poi d’improvviso urlava, si diceva le peggiori cose, spesso insulti, mi colpiva, più delle parole, la cattiveria con cui gridava a sé stesso. Si avvicinò a un cesto dei rifiuti e trovò un mozzicone di sigaretta, venne verso di me e chiese se avessi da accendere, gli diedi l’accendino, fumò quel rimasuglio. Puzzava. A quei tempi avevo […]

DI CINZIA MARONGIU “Non sono più uscita di casa per molto tempo perché era come se mi accusassero di una cosa gravissima che non mi appartiene. E cioè di essere contro le donne. L’ho dovuto spiegare anche ai miei genitori, ai miei figli. Mi vergognavo a uscire. È stata la prima volta nella mia vita. Dormivo poco, ho perso peso. È stata davvero una violenza”. Si fa fatica a sovrapporre queste parole all’immagine pubblica di Paola Perego, conduttrice tv che al successo delle sue trasmissioni ha sempre saputo abbinare sicurezza […]

DI SABRINA PARAVICINI “Mamma metti via il cellulare” Un paio di mesi fa, un pomeriggio ero in coda sul lungotevere stavo guardando il cellulare, messaggi, Facebook, la macchina davanti a me ha frenato, io ho frenato, in modo automatico, con gli occhi sul cellulare e la sensazione di avere la strada sotto controllo, andavamo a passo d’uomo. La mia macchina si è appoggiata leggermente alla sua. Lui è sceso. “Mi ha tamponato” “Ma no, no l’ho neanche sfiorata” Ho detto mentre buttavo il cellulare sul sedile accanto. Lui ha guardato […]

DI GIO’ ALAJMO Il Gazzettino ha 134 anni. Auguri. Io ne ho passati qui 40. Ne abbiamo combinate e di belle fino all’ultimo. Sono girati direttori più o meno bravi, colleghi più o meno simpatici, e tecnologie di ogni tipo. Quando misi piede per la prima volta in redazione si stampava a piombo facendo i titoli a mano prendendo i caratteri dalle scatole come Gutenberg. Anziani colleghi si ostinavano a scrivere a mano con la penna, alcuni con la stilografica, e gli inviati mandavano i pezzi dettandoli al telefono a […]

DI ALBERTO TAROZZI Tra le 11 e mezzogiorno del 25 settembre 1943 Bologna subisce l’incursione aerea più disastrosa di tutta la guerra: 120 aerei sganciano in centro e in periferia un enorme carico di bombe. Soprattutto il corso del fiume Reno, che allora risultava scoperto, viene preso di mira. Il sistema di allarme antiaereo si dimostra inefficiente; dopo l’8 settembre la difesa italiana delle città del nord è disorientata, le contraeree funzionano male, gli statunitensi lo sanno bene. Molti non raggiungeranno in tempo i rifugi. Le sirene suonano quando gli […]

DI MATTIA SBRAGIA Passeggio al Circo Massimo, io. Posto che trovo magnifico. Anche se non lo sembra. Ma deve esserlo stato. Io ne ho dei ricordi vividi di quando da fanciullo ci giocavo, tra le aiuole che lo ornavano. A quei tempi era tenuto come un esteso giardino, con i vialetti in ghiaia, le siepi di pitosforo, fontanelle sempre dissetanti e antichi alberi disseminati nei pochi capotesta che in antichità dovevano scandire il ritmo della corsa frenetica che era uso tenervici. Questi pochi ricordi e la storia nota me lo […]

DI GIANLUCA ARCOPINTO Mouna mi guarda con quell’aria timidamente sfrontata. Ha gli occhi celesti e la pelle leggermente più scura della mia. Una piccola cicatrice sulla fronte arricchisce il suo volto da bambina di poco più di tredici anni. Stasera fa freddo a Torino. Nel cortile tra i palazzi alti nove piani sembra esserci un pizzico di tepore. Ma è solo un’impressione. Fa freddo e basta, dopo mesi di caldo da non poterne più. Mouna è la figlia di Eleonora, che a quarantacinque anni ancora ce la fa a combattere […]

DI GIULIO CAVALLI C’è questa storia minore, così poco importante anche rispetto ai drammi del momento, che però merita attenzione perché porta con sé un germe che si scrolla e diventa seme e merita di essere letta, così di prima mattina, prima di tutti i bombardamenti e la propaganda che ci piovono in testa. Il protagonista è uno chef francese, Sébastien Bras, figlio di quel Michel Bras (entrambi in foto, ndr) che ha sbancato negli ultimi anni tra la guida Michelin, libro di culto nel mondo della competizione culinaria. Sébastien Bras ha […]

DI MICHELE MALAGUTI Stasera vi racconto una storia. Non perchè oggi sia una ricorrenza particolare, o perchè siano accaduti fatti in qualche modo legati a questa ormai antica vicenda, ma semplicemente perchè mi piacerebbe che non andasse perduta, fosse conosciuta e di nuovo raccontata ad altri. Questa è la mia sintesi: E’ il 1947, e in un cinema di Messina un ragazzo si accorge che c’è un uomo semi incosciente seduto su una sedia. Prova a scuoterlo, capisce subito che le sue condizioni sono gravi. Chiama immediatamente i soccorsi, che […]

DI RAFFAELE VESCERA Il 21 settembre del 1943, Matera, città più antica d’Europa, esasperata dai soldati dell’esercito occupante che entravano armi spianate nelle case, rovistando nelle ville dei signori e nei sassi dei cafoni, svergognando le donne, e rubando quanto c’era, insorse contro i tedeschi che, non contenti di depredare, rastrellavano le strade per catturare civili “sospetti” e soldati profughi da imprigionare nel palazzo della milizia. Durante la rapina in una gioielleria condotta da due soldati della Wermacht, sopraggiunsero alcuni militari italiani chiamati per fermarli, i rapinatori tedeschi reagirono con le […]

DI BEBO MORONI Il rito della mia infanzia è stato quello di seguire mio padre ( che è stato per 30 anni segretario nazionale della CGIL spettacolo, la FILS) ovunque. Tra le orchestre di tutta Italia,-in ufficio a disegnare mentre lui lavorava e mentre telefonava, discuteva, si agitava, spiegava, s’incazzava, pazientava, trovava sempre un attimo per venirmi a fare una carezza- a teatro a vedere cose che capivo a malapena, addormentato su una fila di sedie da osteria nelle interminabili riunioni a Corso d’Italia alla direzione della CGIL Marco Ferreri […]