ITALO MOSCATI

8 articoli

DI ITALO MOSCATI Ci sono andato con in testa il mio libro “Ettore Scola e la commedia degli italiani- C’eravamo tanto amati?”. Perché? Il capitolo finale del libro è dedicato a una lunga intervista a Waltet Veltroni, autore di “Ciao” diventato testo teatrale. Un testo rielaborato senza condizionamenti, come hanno detto loro stessi, il regista Piero Maccarinelli e gli attori Massimo Ghini (nel ruolo di Walter) e Francesco Bonomo (Veltroni padre, morto troppo presto,molto rimpianto dal figlio, dalla famiglia e non solo). Perché in testa il capitolo finale di “Ettore […]

DI ITALO MOSCATI Sono stato invitato a vedere “Valerian”, il film di Luc Besson, da persone a cui non mi sono sentito di dire no. Sono entrato con loro in una sala di via Giulio Cesare, un bel cinema di Roma, per lo spettacolo centrale della serata alle 19.45. Non c’era nessuno. O meglio, a poco a poco, alcuni sono arrivati e forse, alla fine, altri alcuni se n’erano poi andati in silenzio. Ho pensato che quel silenzio di fuga era dovuto al silenzio, ai silenzi del film, alla sua […]

DI ITALO MOSCATI  Nel film di Andrea Pallaoro, italiano trapiantato da qualche anno a Los Angeles, compare un incanto assoluto: l’attrice Charlotte Rampling, protagonista del film che s’intitola “Hannah”. Ho qualcosa di personale, molto personale, verso Charlotte e verso questo lavoro, severo, onesto, forse meritevole di un premio (all’attrice). Liquido subito l’aspetto personale. Ho conosciuto la Rampling, giovanissima, 1973, quando venne a Roma da Parigi per interpretare “Portiere di notte” di Liiana Cavani, di cui sono il co-sceneggiatore. Un incanto di giovinezza, una grande capacità di fare bene, con intuito […]

DI ITALO MOSCATI Ormai nessuno parla più di Mostra d’arte. Venezia cerca, nei suoi vertici, non l’arte ma il buon cinema, avendo capito che per il cinema oggi si tratta di una questione di vita o di morte. Niente paroloni. Nessuno crede più ad una selezione perfetta, rigorosissima, di grande qualità (che pure a volte c’è) ma ci si aspetta tutti, tutti noi, ogni anno, ogni volta, qualche significativo segnale di vitalità e di futuro. La Mostra è un antenna che sente i brividi di momenti difficili. Con un primo […]

DI ITALO MOSCATI Sono sempre stato convinto di una collaborazione tra cinema e tv purché non sia punitiva. La punizione può capitare in infiniti modi. Ogni giorno si verifica qualcosa sotto gli occhi di tutti ma non viene abbastanza sottolineato. E così accade che la tv, le tv. si mangiano pezzo a pezzo il cinema rispettato solo quando è library, ossia cinema di magazzino passivo, comodo, svuotato.  Alla Mostra non mancano i film finanziati dalla tv, dalle tv; accade da anni, nessuno trova da ridire, è giusto, spesso i finanziamenti […]

DI ITALO MOSCATI “America First” diceva Donald Trump nella campagna elettorale che lo ha portato alla presidenza degli Stati Uniti. Alberto Barbera, che ha idee molto diverse da Trump, ha cominciato con l’America amara e struggente che sempre ritorna… Nella strategia di una Mostra prestigiosa come quella di Venezia, è bene mettere le mani avanti, togliere le illusioni, guardare al meglio che bolle nella ampia pentola del cinema di oggi. Che si ripete e che cerca solidità. L’America è in prima fila. Meglio far vedere cosa propone Hollywood e Soci, […]

DI ITALO MOSCATI Bisogna domandarselo. Il problema dei sorrisi è cresciuto col tempo , nonostante tutti gli sforzi dI quasi tutti i direttori tesi a correggere poco poco una tendenza lenta a tramontare. Sui sorrisi sperati o sognati, timidi timidi, domina la seriosità della tradizione che risale a Luigi Chiarini detronizzato nel maggio ’68 dalla rivolta dei contestatori e dai tagliateste istituzionali. Seriosa era anche la Mostra del Fascismo. Tra i tentativi di correggere la tendenza al ritegno eccessivo e alla stagnante mancanza di sorrisi da molti anni ormai, quello […]

DI ITALO MOSCATI La sapienza della coppia Baratta e Barbera ha creato da qualche tempo qualcosa di nuovo. Ad esempio ha stroncato dolcemente le polemiche appartenute da sempre alla gloriosa e spesso fanatica storia della Mostra; lo ha fatto con classe, allontanandosi dai residui tenaci della tradizione fascista (iniziata nel 1932 con la inaugurazione della Mostra a braccetto del nazismo). Lo ha fatto ricordando, senza nostalgia, rimuovendola, la presa del potere nel dopoguerra della Democrazia Cristiana. E successivamente ha messo in soffitta le gestioni di Gian Luigi Rondi che oggi […]