LUCA ZAIA, UNA FACCIA DA CALABRESE

DI EMILIANO RUBBI

Feltri, Senaldi, quelli di Libero in generale, sono fantastici.
Dico sul serio, mi fanno ammazzare dalle risate come pochissime altre cose al mondo.
Perché non si limitano a fare titoloni grotteschi tipo “Vieni avanti Gretina” o a fare clickbait con i vari “Feltri ASFALTA X” (laddove “X” è il “nemico” di turno e il “Feltri ASFALTA” è, solitamente, lo sfogo bilioso di un povero vecchio senza alcun diritto di replica per il suo immaginario interlocutore).

No, loro sono gli ultimi giapponesi della Lega Nord con il NORD stampato in fronte, quella Lega delle origini che se la prende, sì, con il ne*ro e il rom, ma che non dimentica che il suo nemico principale erano e restano i terr*ni.

Così, chi è abituato, come me, a leggere un po’ di tutto (anche i quotidiani umoristici come Libero), sa benissimo che Libero supporta il governo, ma solo e soltanto per la parte leghista.
Di Maio ecc. sono del tutto invisi a Feltri e soci.
Tanto è vero che il leader grillino, solitamente, viene costantemente attaccato in quanto napoletano, ex venditore di bibite, nullafacente e amico dei nullafacenti (ovvero i napoletani e i meridionali in genere).

Un giorno sì e l’altro pure, infatti, sulle pagine di Libero compare “un’indiscrezione” (di solito completamente inventata di sana pianta da qualche redattore) che rivela come Capitan Salvini stia lavorando per “umiliare”, “distruggere” o “asfaltare” (sta cosa dell’asfalto piace molto, da quelle parti) i propri partner di governo.

Ma ieri si è sfiorato il capolavoro.
Senaldi si è lanciato in una considerazione fantastica: il governatore Zaia, come tutti i veneti, sarebbe “etnicamente diverso” dagli altri italiani.
Infatti, come spiega lo stesso Senaldi: “Non si parla più di razza, però ci sono dei ceppi nell’umanità. E i ceppi veneti sono diversi da quelli italiani. E quel ceppo lo si riconosce. La faccia di Zaia non la trovi in Calabria, se non si è spostato un veneto in Calabria”.

Ora, io non so se avete presente la faccia di Zaia.
È questo in foto qui sotto.
Probabilmente sono poco bravo io a riconoscere sti fantomatici “ceppi umani”, ma se non lo conoscessi e qualcuno mi chiedesse: “secondo te questo tizio da quale regione proviene?”, sono quasi certo che risponderei “Campania” o “Calabria”.

Magari potrei sbilanciarmi pure con un “Sicilia”, visto che, se stessi girando una fiction sulla mafia italoamericana e mi servisse uno con la faccia giusta per fare il picciotto di scarsa rilevanza, lui mi sembrerebbe perfetto.

Perché effettivamente, se esistono delle caratteristiche somatiche locali, Zaia ne presenta veramente molte tipiche dell’italiano meridionale.
Ma per Libero è vero il contrario, cioè: lui è un campione di “venetismo”, uno che dimostra da solo, con la sua faccia, l’esistenza di un misterioso ceppo umano selezionatosi nei secoli all’ombra della Serenissima.

Mi raccomando, non dite mai a Feltri che nelle campagne del sud è pieno di vecchietti che hanno una faccia in tutto e per tutto simile alla sua.

A una certa età certe notizie potrebbero rivelarsi letali.
E allora mi toccherebbe trovare un altro quotidiano umoristico da leggere.
Non ci provate.
Nessuno tocchi Feltri.