L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA S’HA DA FARE

DI MARINA NERI

Il cammino in discesa per l’ autonomia asimmetrica o differenziata, voluto da Salvini sta percorrendo in realtà un sentiero accidentato.

Veti, dubbi da parte dei compagni di governo, perplessità da parte del Ministro dell’economia , proteste, in verità tardive, da parte dei governatori del sud e criticità sollevate da esperti e tecnici del diritto, stanno funestando la sua corsa.

I vertici a palazzo Chigi per l’approvazione della bozza che raccoglie le intese Stato/ Regioni da sottoporre alla Commissione legiferante del Parlamento, si susseguono ininterrottamente sebbene, fino ad oggi, senza esito alcuno.

– È nel programma di governo e si farà- dicono all’unisono i due vicepremier.

Tuttavia alla comprensibile fretta dell’uno, sobillato dalle tre regioni del nord che hanno fatto richiesta di regionalismo differenziato, si oppone il freno dell’altro che, mortificato dagli ultimi risultati elettorali, cerca di non scontentare il meridione bacino di voti per i pentastellati.

E in questa situazione di stallo apparente, si insinua l’ultimo episodio della saga : il parere dell’Ufficio parlamentare di bilancio ” UPB” presentato in Commissione bicamerale per il federalismo fiscale.

Il parere viene da un organismo autorevole, indipendente , che svolge una funzione di vigilanza sulla finanza pubblica.

L’Ufficio è stato istituito nel 2014 all’indomani dell’approvazione della norma che prevede il pareggio di bilancio nel 2012.

Alberto Zanardi è il consigliere di questo organismo che ha sollevato in Commissione bicamerale federalismo fiscale, alcune pregnanti perplessità in merito al contenuto delle bozze di intese.

Egli avrebbe rilevato che nelle bozze non si fa una adeguata analisi del finanziamento delle competenze aggiuntive in capo alle regioni richiedenti. Sostiene che questo aspetto ove non considerato potrebbe avere ripercussioni notevoli sulla tenuta del vincolo di pareggio di bilancio nazionale oltre che, ovviamente, sulla imprescindibile garanzia di solidarietà fra tutte le regioni.

Le bozze di accordo sarebbero lacunose secondo il consigliere, non terrebbero in considerazione i conti pubblici, non riportando la quantificazione delle risorse da assegnare alle regioni richiedenti , limitandosi solo esclusivamente a definire nel dettaglio le funzioni e le materie da trasferire.

Zanardi ritiene che non vengono esplicitate: “Le modalità con le quali garantire, anche in un quadro di federalismo differenziato, la tutela degli obiettivi di uniformità delle prestazioni su base nazionale ”

In questo clima e con queste nuove perplessità si terrà oggi alle 8.30 il nuovo vertice a Palazzo Chigi. Con Salvini che dà in dirittura di arrivo l’approvazione della bozza definitiva di Intese e di Maio che frena, auspicando chiarezza e rassicurazioni e dichiarando :- L’Italia non sarà spezzata in due-

Unica consapevolezza : l’Autonomia differenziata con il suo iter annoso, avalli da destra e da sinistra, colpevoli omissioni da parte dei rappresentanti del sud, è giunta al momento clou della sua esistenza. S’ha da fare. Così è stato deciso e non da ora. E si farà.