SALVINI VASO DI COCCIO VINTO DAI SORRISI DELLE SARDINE

DI LUCA SOLDI

 

 

Bologna, Modena poi Rimini ed ancora Palermo. Poi Reggio e nel fine settimana a Firenze. Il movimento delle sardine diventa un problema serio per Salvini.
Al canto di Bella Ciao che non è più “solo” il canto della Liberazione, i giovani gridano forte la loro voglia di dire di sì, al bene, alla bellezza, alla luce che scaccia le tenebre rappresentata dall’odio e dalla paura.
E tutto senza bandiere, senza cappelli. La politica non è una cosa sporca, brutta e cattiva l’hanno fatta diventare così, sono i politici che devono fare un bagno di umiltà e ritrovare il valore, il senso del ruolo e dell’impegno. C’è voglia di uscire da un imbarazzo.
Si intravede la voglia di ritrovare anche la fatica della politica, della partecipazione, lo si comprende in quel lavorio diffuso che si riesce ad intravedere oltre le scese nelle piazze.
C’è anche la consapevolezza che la storia, dalle pantere ai girotondi, fino ai più nuovi grillini, ha visto grandi innamoramenti e poi delusioni cocenti.

Intanto anche la Sicilia ha detto che non si Lega” e “Seimila sardine antifasciste” si sono ritrovate insieme a cantare  “Bella ciao”, scandendo  “Fuori la Lega” da Palermo”. La città si è rialzata, come succede nei momenti importanti, rispondendo al movimento delle sardine con una piazza Verdi piena. In diverse migliaia, 10mila secondo gli organizzatori e anche secondo il sindaco Leoluca Orlando presente in piazza, si sono ritrovati ai piedi del teatro Massimo.
Hanno parlato, discusso e sorriso.

Tutti e con tanti cartelli e soprattutto con sardine di cartone appese al collo.
In mezzo a loro Salvini, le paure, la sua “bestia”, paiono davvero poca cosa. Sembra solo un grande vaso di coccio, con tutto il rispetto, per carità.
Anche questa piazza ha rappresentato un popolo che si era assopito e che adesso pare essersi svegliato grazie soprattutto alle nuove generazioni.
Un mondo che chiede a gran voce la fine della politica che alimenta l’odio nelle nostre città, sui social e nelle tribune.