DEL DECLINO DELL’ITALIA NE VOGLIAMO PARLARE?

DEL DECLINO DELL’ITALIA NE VOGLIAMO PARLARE?

Il 77% degli italiani è preoccupato per il lavoro e l’economia.Ma noi del declino dell’Italia quando se ne parla?Della legge di bilancio ciò che più mi piace è il finanziamento sufficiente, dopo anni di tagli, alla sanità.Ciò che più mi dispiace è che la scuola e l’Università e la ricerca non abbiano avuto risorse adeguate ad una svolta necessaria.Tutto il resto, compreso il cosiddetto “miracolo” dell’IVA, mi convince assai meno. Sfugge il tema della crescita e della produttività, della qualità del lavoro e l’obiettivo della piena e buona occupazione. L’Istat per il 2019 prevede una crescita dello 0,2, per il 2020 dello 0,6.Sono cifre da depressione che non assicurano benessere diffuso, stato sociale, inclusione, ottimismo e speranza per il futuro.Queste cifre che non consento neppure di effettuare la conversione ecologica del modello economico e di contrastare i cambiamenti climatici. In questi ultimi dieci anni, rispetto alla crescita media già modesta degli anni precedenti abbiamo perso circa 1500 miliardi di investimenti privati e pubblici.E anche l’occupazione tiene o migliora solo perché si conta come occupato anche chi lavora solo un’ora al mese ma le ore effettivamente lavorate complessivamente non crescono.Insomma abbiamo perso in dieci anni quasi un anno di PIL e abbiamo aumentato il lavoro precario, i lavoretti, lo sfruttamento e l’insicurezza.È il quadro di un paese in declino.Ne vogliamo parlare?