CONTE: MISURE ANTI-CORONAVIRUS PROROGATE FINO AL 13 APRILE

CONTE: MISURE ANTI-CORONAVIRUS PROROGATE FINO AL 13 APRILE

Norme restrittive anti-contagio e chiusura di tutte le attività non necessarie prorogate sino al 13 aprile, ovvero pasquetta compresa. E’ quanto prevedel’ultimo Dpcmche il premier Conte, con piglio sicuro ed eloquio chiaro che non ammette fraintendimenti, ha annunciato nella conferenza stampa delle 20,30 da Palazzo Chigi. Non bisogna abbassare la guardia,ha più volte ribadito, soprattutto in questa fase in cui se è vero che stanno diminuendo i decessi, è altrettanto vero che la fine dell’emergenza è ancora lontana da venire. Venir meno alle regole equivale a vanificare tutti i sacrifici finora fatti.Col rischio di dover ricominciare tutto da capo. In collegamento alcuni giornalisti che hanno chiesto chiarimenti circa‘l’ora d’aria’ permessa ai bambiniche oggi ha alimentato diverse polemiche sui social. Nessun allentamento delle norme, ha risposto Conte.‘Non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini. Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l’accompagno di un bambino. Ma non deve essere l’occasione di andare a spasso’.Sospesi anche gli allenamenti per le società sportive e gli atleti professionisti. I quali potranno, se vorranno, allenarsi singolarmente. Insomma,l’isolamento sociale rimane l’unica e più efficace arma di prevenzione. Solo rispettando scrupolosamente le regole riusciremo a sconfiggere questo virus, ha ribadito il Presidente del Consiglio. In quanto al Mes,ha precisato in risposta ad un giornalista,così com’è strutturato, rimane inadeguato per far fronte all’emergenza.‘Il Mes può essere in prospettiva se verrà snaturata e posto nell’ambito di un ampio ventaglio di interventi, senza condizionalità preventive o successive, può essere uno strumento fra gli altri che ci offriranno la possibilità di mettere in piedi una strategia europea’. Dall’Europa ci si aspetta altri interventi. Sostanziosi e senza vincoli di sorta. Perché questo è uno tsunami epocale. Siamo ancora nella fase 1, ha ricordato il premier. La più drammatica. Se i dati confermeranno un trend positivo si potrà passare alla fase 2 prevedendo qualche allentamento delle norme. La fase tre della ricostruzione, della crescita e quindi del ritorno alla normalità coinciderà con l’uscita dall’emergenza. Ma per arrivarci occorre rispettare rigorosamente le regole varate