DAVVERO CHI NON LA PENSA COME CONTE, COMPORTANDOSI COSÌ, PENSA DI FARE UN FAVORE ALL’ITALIA?
“Conte parla, la gente lo insulta”, “La vanagloria dell’avvocaticchio”, “Incredibile Giuseppi” (scritto così a sfottere). Ieri il discorso di Conte a Camera e Senato ha dato fastidio a molti. A tanti, nell’ala sovranista. Che così stamani hanno mobilitato la stampa e l’hanno fatto in massa. Quelli che vedete sono infatti i titoli di alcuni dei tanti articoli che girano stamani: insulti, attacchi, prese in giro. “Avvocaticchio vanaglorioso”, lo chiamano. “Giuseppi, gli italiani ti insultano”, arrivano a dire. Pagine e pagine di sproloqui, insulti, offese. Ciniche, requisitorie. Diffuse ovunque. Che vorrebbero, per giunta, far credere che ieri la figuraccia sarebbe spettata a lui. E non a Meloni, Salvini e compagnia cantante. E che vorrebbero alterare la realtà. Perché oltre a ledere all’onore della Presidenza del Consiglio con svariati insulti e prese in giro, hanno l’ambizione di erodere il consenso, la stabilità dell’esecutivo facendo credere che gli italiani starebbero insultando Conte, e non supportandolo. Ecco, tornano allora in mente le parole proprio di ieri sul valore della critica, dell’opposizione. Che deve esserci sempre, anche aspra se necessario. Ma che deve comunque percepire la gravità della situazione attuale, del nostro Paese. E in questo dovrebbe essere lungimirante. Dovrebbe non provare ad indebolire la posizione italiana.E ci si chiede allora se è questo il modo di farlo. Attraverso sproloqui al Parlamento prima, urlati come non mai. E il giorno dopo con corrosivo veleno (perché di veleno si tratta) diffuso a mezzo stampa. Volto proprio a umiliare, a offendere. Ci chiediamo se è così che chi non la pensa come Conte pensa di fare un favore all’Italia. Di rafforzarla. O se, come crediamo, la loro è solo ipocrisia. Ipocrisia di chi, crisi o non crisi, l’avversario lo vuole solo seppellire. Costi anche la salute del Paese.
