Pignoramenti dell’Agenzia dell’Entrate | L’articolo 545 ti salva: hai 60 giorni a disposizione
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Nel 2026 arrivano nuove regole sui pignoramenti: i tempi di recupero dei crediti si fanno più rapidi e ci sono meno margini di manovra per chi ha contratto debiti con il Fisco.
Stanno per cambiare le regole del gioco per quanto riguarda i pignoramenti gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le nuove procedure permetteranno all’ente di agire in modo più rapido e diretto.
Si riducono così i tempi di attesa e i passaggi burocratici necessari per recuperare i crediti. L’obiettivo è rendere più efficiente il recupero delle somme dovute allo Stato, ma la stretta preoccupa chi teme prelievi automatici dal conto corrente o dallo stipendio.
Nonostante la normativa non modifichi i limiti di legge già previsti a tutela dei cittadini, il rafforzamento dei poteri di riscossione rende la macchina fiscale più efficiente ed incisiva.
Diventa quindi fondamentale sapere come funziona la procedura, quali sono i margini di difesa e cosa si può fare per evitare che un pignoramento scatti all’improvviso.
Come funziona il nuovo sistema di pignoramento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione
Con le nuove disposizioni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà attivare il pignoramento presso terzi in maniera più snella, senza dover richiedere in ogni caso l’autorizzazione del giudice. Se una cartella esattoriale non viene saldata nei tempi previsti, l’ente potrà procedere direttamente al recupero. Si potranno, quindi, bloccare le somme dovute al debitore da banche, ai datori di lavoro o agli enti previdenziali.
Non tutto, ovviamente, è pignorabile. Restano, infatti, in vigore le soglie di impignorabilità stabilite dall’articolo 545 del codice di procedura civile. Ad esempio, solo una parte dello stipendio o della pensione, per la precisione un quinto, può essere trattenuta, mentre per i conti correnti una quota minima deve sempre restare disponibile.

Le tutele per difendersi dai pignoramenti: cosa si può fare prima che scatti la procedura
Chi riceve un atto di riscossione ha ancora la possibilità di intervenire prima che parta il pignoramento e che si venga sottoposti a sequestro di beni. Entro 60 giorni dalla notifica si può pagare, chiedere una rateizzazione o presentare ricorso, bloccando temporaneamente la procedura. Agire subito è fondamentale, perché una volta avviato il pignoramento diventa difficile recuperare le somme.
Per evitare di restare ingabbiati in lunghe procedure di pignoramento bisogna prepararsi. Il modo migliore per tutelarsi è quello che comprende il controllo degli atti, la verifica della correttezza delle notifiche e la richiesta di assistenza legale. Così ci si può difendere da una procedura sempre più veloce e automatizzata.
