LA GENTE DELLA VAL DI SUSA CONTRO LA TAV

LA GENTE DELLA VAL DI SUSA CONTRO LA TAV

C’erano anche i sindaci della Valle al corteo contro la Tav. C’erano loro a ricordare che tutto ciò non è dimenticato che il pensiero delle genti è ancora lì.Che le preoccupazioni siano ben vive malgrado i riflettori si accendano solo per gli episodi che travalicano la protesta ferma ma pacifica.Dunque non mancavano i rappresentanti di tutta una popolazione ma soprattutto c’erano tante persone in quel serpentone di diecimila persone. C’erano gli abitanti della Val di Susa a rammentare i fatti del 2005 per ricordare l’anniversario dei fatti del 2005, quando i manifestanti si scontrarono con le forze dell’ordine per liberare i terreni espropriati per il progetto, poi modificato, dell’Alta velocità Torino-Lione. Un lungo corteo gioioso che è diventato un serpentone lungo quasi due chilometri, ha raggiunto la borgata 8 Dicembre di Venaus. In testa i ragazzi No Tav, la parte più giovane del movimento pronta a prendere le redini della protesta. Dietro i sindaci dei comuni che hanno detto ‘no’ al supertreno. Ben contenti gli organizzatori, che, anche senza richiedere il sostegno da fuori sono riusciti a portare nel paese simbolo della lotta No Tav un fiume di persone. In tanti riassumendo dicono che questa volta non è affatto una è una chiamata alle armi, non è un appello nazionale a quanti credono che il super treno sia soltanto uno spreco di risorse e di denaro pubblico, questa marcia piuttosto è “una celebrazione di Valle” fatta dagli stessi valligiani.A commento della giornata le parole di Alberto Perino, lo storico leader No Tav: «Il Tav è un ecocidio. Uccideranno l’ambiente. Dicevano che siamo morti, ci hanno messi in galera per farci tacere. Ma noi invece siamo ancora qui. Per dire no alla Tav, per salvare il pianeta e per la casse esauste del nostro povero Paese. Siamo qui per quei ragazzi che sono in prima linea e che non c’erano 14 anni fa. Ma che hanno capito l’importanza della nostra lotta».Ore prima sono avvenuti dei tafferugli che hanno toccato un gruppetto marginale di una trentina di 30 persone che hanno lanciato sassi e diverse bombe carta in direzione delle forze dell’ordine che hanno risposto con lacrimogeni. Tra i 24 identificati, dieci verranno anche denunciati. I provvedimenti sono scattati dopo che la sera precedente un centinaio di manifestanti No Tav si era diretto nei pressi del cancello del sentiero Gallo Romano che da Giaglione conduce al cantiere Tav di Chiomonte. Arrivati sul posto una trentina di loro hanno lanciato sassi e numerose bombe carta in direzione delle forze dell’ordine che hanno risposto con lacrimogeni. Tra di loro, appunto, una decina sono stati denunciati per non aver rispettato le prescrizioni del foglio di via obbligatorio disposto dal Questore di Torino e per aver appiccato l’incendio al cancello di Chiomonte