CORONAVIRUS: SCENARI,IPOTESI, PROBLEMI E SOLUZIONI PER IL CALCIO CHE VERRÀ
UEFA- FEDERAZIONE: IPOTESI COPPE FINO AD AGOSTO. L’Uefa traccia il percorso, ora sta alle federazioni nazionali seguire o meno il suggerimento. Champions League ed Europa League in campo a fine agosto. Queste sono le prime indiscrezioni dal meeting in videoconferenza tra la Uefa e le 55 federazioni nazionali associate per discutere l’eventuale ripresa di campionati e coppe europee.Le parti, secondo quanto filtra, concordano sull’impossibilità di tornare in campo prima di fine maggio-inizio giugno. La Uefa si sarebbe detta disposta a spostare i turni mancanti di Champions League ed Europa League a luglio e agosto, ma questo piano – a quanto risulta – non è ancora stato approvato dal Comitato Esecutivo.Questo perché restano da trovare le soluzioni per la conclusione dei campionati che, sempre per la Uefa, in particolare per Italia e Spagna, difficilmente potranno essere portati a termine entro il 31 luglio o il 31 agosto. La finestra delle nazionali prevista a giugno è pertanto annullata ed eventualmente spostata in autunno: in tal senso, la Uefa starebbe pensando ad una sorta di triplo appuntamento, con tre date in rapida successione per disputare gli incontri. La UEFA, infatti, ha rinviato i playoff di Euro 2020 per la seconda volta a causa della pandemia di coronavirus. Le partite originariamente previste per il 26-31 marzo erano slittate al 4-9 giugno.La priorità dell’Europa sarà il completamento delle competizioni per club se le partite riprenderanno a giugno. “Sospese le norme sulle dichiarazioni finanziarie dei club per la partecipazione alle competizioni 2020/21″. L’emergenza coronavirus “stoppa” anche le regole del Fair Play Finanziario.Vista l’emergenza, il Comitato esecutivo dell’Uefa ha deciso infatti di “sospendere le norme sulle licenze relative alla preparazione e alla valutazione delle future dichiarazioni finanziarie dei club, esclusivamente per la partecipazione alle competizioni Uefa 2020/21”. Un allentamento provvidenziale considerate le difficoltà che stanno attraversando e attraverseranno i club nei prossimi mesi a causa della pandemia. Come chiariscono fonti Uefa, nel dettaglio per la prossima stagione non sarà necessario presentare il bilancio, che però verrà comunque calcolato per il break-even del triennio.E nell’esame della situazione finanziaria dei club verranno tenute in considerazione specifiche circostanze legate proprio all’emergenza sanitaria. In una nota l’Uefa sottolinea che il Comitato esecutivo “ha ribadito il suo impegno verso le licenze per club e il fair play finanziario e ha concordato che le attuali circostanze straordinarie necessitano di interventi specifici per agevolare il lavoro delle federazioni e dei club”.“La proposta è quella di concedere più tempo alle federazioni per completare le procedure relative alle licenze per club, fino a quando saranno ridefinite le procedure di ammissione per la prossima edizione delle competizioni Uefa per club”, si legge ancora nel testo. Ma non è tutto qui. Anche le scadenze relative a tutte le competizioni Uefa della prossima stagione sono infatti posticipate fino a ulteriore avviso, in particolare per quanto riguarda le procedure di ammissione e registrazione dei giocatori. La Uefa, spiega il comunicato, stabilirà nuove scadenze a tempo debito. Gravina: “Ipotesi Serie A in campo il 20 maggio, priorità ai campionati”Il presidente federale: “Annullare tutto sarebbe complicato. La Juventus non gradisce l’assegnazione a tavolino”. Mentre la pandemia di Covid-19 continua in tutto il mondo, il calcio in Italia sta ancora cercando di capire come – e quando – organizzare il ritorno all’attività, se sarà possibile.Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha messo in chiaro che la priorità sarà data al rientro in campo prima di altre misure:“La priorità assoluta è la conclusione dei campionati. L’ipotesi è partire dal 20 di maggio o i primi di giugno, per finire a luglio.Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un’altra stagione per salvare questa”.In caso contrario ci sarebbe da risolvere la questione scudetto: “Bisognerebbe decidere se assegnarlo o meno. La Juventus non gradisce l’assegnazione d’ufficio”. Ma se si procederà con la cristallizzazione della classifica, sarebbe inevitabile fare riferimento alla classifica attuale, che, a parità di partite disputate, prevede la Juve campione d’Italia e Brescia, Spal e Genoa retrocesse. Intanto ieri con il nuovo decreto DPCM il governo stoppa gli allenamenti e ne impedisce la,ripresa, almeno, fino al 13 aprile. Serie A, il premier Conte bacchetta i club: “Vietati gli allenamenti dei professionisti”“Decisione presa per evitare qualsiasi pretesa da parte delle società” Dopo il tira e molla tra i club di Serie A su quando e come riprendere gli allenamenti, ci pensa il governo a mettere tutti d’accordo prendendo una posizione netta sulla questione.Nel nuovo dpcm sull’emergenza coronavirus che proroga le restrizioni fino al 13 aprile è infatti contenuta una norma che vieta le sedute di allenamento agli sportivi professionisti e non professionisti all’interno di qualsiasi impianto sportivo.Una direttiva chiara, per dettare ai club la linea dell’Esecutivo e chiudere definitivamente le polemiche pretestuose di Lotito e De Laurentis. “Si vietano gli allenamenti anche degli atleti professionisti onde evitare che delle società sportive possano pretendere l’esecuzione di una prestazione sportiva anche nella forma di un allenamento – ha spiegato il premier Conte -. Ovviamente non significa che gli atleti non potranno più allenarsi: non lo faranno in maniera collettiva ma individuale”. La Serie A discute sui tempi di ripresa ma Cellino tuona: “Io non schiero il mio Brescia”Oggi riunione informale dei 20 club, domani nuova assemblea di Lega. La discussione su come e quando ripartire è sul tavolo, la Uefa ha messo in campo una serie di ipotesi, mentre il governo italiano ha prorogato lo stop fino al 13 aprile, vietando la possibilità ventilata da alcuni club di riprendere anzitempo gli allenamenti.Domani la Lega di Serie A ha in programma una nuova assemblea, già oggi però avrà luogo una riunione informale dei rappresentanti dei 20 club, con alcune società che sono chiaramente schierate per il no alla ripresa del campionato e allo sforamento oltre la data data del 30 giugno.Tra queste, sicuramente, il Brescia di Massimo Cellino che senza giri di parole ha bocciato le ipotesi di ripartanza formulate: “Questa stagione non ha più senso” ha dichiarato il numero uno del club lombardo alla Gazzetta. “Ci siamo fermati, nessuna squadra tornerà come prima, gli stadi a porte chiuse, in più c’è il rischio per la salute degli atleti. Per me tornare all’attività è una pura follia. Se ci costringono sono disposto a non schierare la squadra e perdere le partite 3-0 a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più”. Per Cellino, insomma, andare oltre la fine di giugno sarebbe un errore gravissimo e visto che chiudere entro quella data è ritenuta cosa impossibile non ha intenzione di schierare la sua squadra in campo.Nel “suo” mirino ci sono tanto i dirigenti Uefa (“arroganti e irresponsabili: pensano solo ai loro interessi economici e alle Coppe”) quanto i colleghi italiani, rei di non aver ancora capito la gravità della situazione. In ballo ci sono, come sempre i soldi, tanti, e quindi le vie divengono infinite.Per un effetto a cascata le Società temono di non poter disporre del gettito delle Pay Tv, che ovviamente pagherebbero solo per 2 terzo del contratto, qualora il campionato non riprendesse.Ma anche in questo ipotesi si cerca la strada favorevole: se fossero le Società, quindi la Lega a decidere la chiusura del campionato, le Pay tv, avrebbero legalmente tutte le ragioni, ma se l’interruzione avvenisse con un decreto del Govenro, acclamando le condizioni di emergenza straordinaria, allora la cosa cambierebbe e le Pay Tv dovrebbero comunicato corrispondere lo stabilito contrattuale. CAPITOLO GIOCATORI, ALLENATORI, CONTRATTI IN SCADENZA La Juve, per prima ha tracciato la strada: rinuncia completa dei calciatori per i 4 mesi da disputare,( quindi compensi corrisposti per 2 terzi) anche se che chi dice che in realtà la rinuncia sarebbe solo per i primi due mesi, con l’accordo tacito della Società che riverserebbe gli ultimi due mesi nel contratto per la stagione 2020/21, questo consentirà alla Juventus di alleggerire, e di molto, un bilancio molto pesante. Tommasi e Ulivieri, rappresentanti dell’Aic e dell’Aiac, non hanno assolutamente chiuso all’ipotesi della riduzione dei compensi, ma chiedono anzitutto che le Società si mettano in pari con gli arretrati ( e chi non ha pagato ancora gennaio c’è) poi vorrebbero discutere del tutto a bocce ferme: inutile decidere ora finché non si comprende bene se si giocherà e in che mesi lo si farà, o se non si giocherà più, a noi sembra una posizione plausibile. Fermo restando che poi ogni contrattazione dovrà essere approvata e concordata singolarmente, almenoche’, sostengono legali afferrati di diritto sportivo, la sospensione avvenisse per decreto governativo, in questo caso verrebbe invocata la giusta causa per le risoluzioni dei contratti, ma se invece fosse una decisione della Lega, le cose cambierebbero, e ogni singolo giocatore potrebbe pretendere il rispetto contrattuale, poiché le prestazioni non date, non dipendono da lui, ma da una decisone della società. Ultimo capitolo, pure questo, controverso, è quello delle scadenze e dei rinnovi contrattuali. Se si decidesse di giocare oltre il 30 giugno, dovrebbero essere rinnovati tutta una serie di contratti in scadenza, e anche di prestiti, ma anche lì, mentre le Società vorrebbero decidere a loro comodo chi rinnovare e chi meno ( se un giocatore è infortunato o non utilizzato e ha il contratto in scadenza, perché, pensano i Presidenti, rinnovarlo?) ma poi i giocatori sostengono che se vengono rinnovati di autorità debba valere per tutti ( ad esempio un giocatore libero al 30 giugno si ritroverebbe vincolato per almeno un’altra stagione di autorità’), insomma come avrete capito, anche in questo caso le posizioni sono gioco-forza opposte e gli interessi pure, non sarà facile trovare soluzioni condivise ed evitare ricorsi legali e cause in tribunale che offuscherebbero ancor più l’immagine del mondo del calcio. Nel frattempo in Europa arriva il primo campionato definitivamente sospeso: è quello belga, il Bruges nominato campione.
