TROVATO MORTO AVVELENATO KAOS, CANE EROE NEL SISMA DI AMATRICE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Davvero atroce la fine che qualche “spregevole” essere ha destinato a Kaos, un cane si, un cane che aveva tre anni, un cane speciale però, che ha messo a disposizione il suo impegno al servizio di quegli “uomini “ che ancora una volta hanno tradito, quegli uomini dispersi durante il terremoto che ha colpito Amatrice nel 2016, quegli uomini che ha ritrovato e salvato, quegli uomini che per lui non hanno saputo fare la stessa cosa.
E’ stato avvelenato e ritrovato morto nel giardino della casa in cui viveva, in un paese vicino all’Aquila.
Quel maledetto veleno che ha stroncato la sua vita, quel veleno che forse alberga nell’autore di questo infame gesto.
Di certo Kaos non meritava una fine triste e crudele come questa, una fine che non conosce ancora un responsabile .
Vederlo nei filmati dove presta la sua opera fa davvero male al cuore, incurante delle macerie taglienti, con il respiro affannato, alla ricerca di un solo piccolo, impercettibile all’orecchio umano, anelito di vita.
Correva veloce, saliva scale, annusava meticolosamente, ascoltava ciò che noi non siamo più in grado di ascoltare, il battere del cuore.
Kaos, un cane che racchiude molto bene nel suo nome lo stato in cui viviamo, l’abbandono dei sentimenti, la perdita di ogni valore, il senso di “civiltà” di cui ci pregiamo ma che non possediamo.
Non si tratta né di genio e nemmeno di sregolatezza, ma di pura ignoranza, sì perché chi ha commesso questa crudeltà, non si rende conto che in questo modo si renderà colpevole di aver impedito che anche altre vite possano essere salvate.
Si racchiude tutto in questo: nel credersi i “soliti furbi”, quando oltre che a privare della vita chi le ha salvate, si diventa un po’ assassini anche delle vite altrui.
Abbiamo dimenticato che una società si valuta anche da questi atti, che se non si rispetta la vita in tutte le sue forma diventa davvero difficile avere speranza per chi poi quando si tratta di bisogno trova ascolto e risposte competenti.
Per molti sono “solo animali”, dimenticando velocemente che proprio quegli animali, magari solo per ricevere in cambio, una razione di cibo extra mettono a repentaglio la loro vita.
Quegli animali che regaliamo ai bambini e che abbandoniamo in autostrada, sotto il sole, legati ad una catena che spezza tutta la fiducia che loro hanno riposto in noi.
Quegli animali ai quali ci rivolgiamo per le ricerche degli scomparsi, sulla neve, tra macerie, in acqua.
Quegli animali che rilevano esplosivi o droghe negli aeroporti, quegli animali che stanno nelle corsie degli ospedali, per donare momenti di tenerezza a chi soffre e spesso si ritrova solo. Quegli animali che diventano gli occhi ma anche molto altro, per chi non può vedere, quegli animali che solo guardandoci riescono a comprendere i nostri stati d’animo, quegli animali che proprio non meritiamo.

«Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina … continua il tuo lavoro lassù continua a cercare dispersi, a salvare vite umane… – scrive Fabiano il suo compagno umano e istruttore -. Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo».
Kaos era stato determinante in tante operazioni di salvataggio, e non solo in quelle nelle zone terremotate di due anni fa: di recente aveva contribuito al ritrovamento di un uomo di Roio, di cui si erano perse le tracce.
«Kaos ne abbiamo viste tante … aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti… hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato … sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa … divano … tutto … corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente».
Ecco tutta la pochezza in cui siamo sprofondati, tutta la cattiveria gratuita che sappiamo regalare a chi fa del bene, tutta l’ingratitudine racchiusa in un gesto deplorevole che ci mostra quanta strada c’è da fare, perché, a ben guardare: gli animali veri siamo noi!
Grazie Kaos per ciò che hai fatto, sappi che non tutti gli “uomini” sono così crudeli, anche se comprendo quanto ti possa essere difficile crederlo.