PAVONE CANAVESE. PER DUEMILA LURIDI EURO

DI EMILIO MOLA

Il colpo di pistola che la scorsa notte ha ucciso il ladro 24enne durante il furto nella tabaccheria di Ivrea è stato sparato dall’alto. Presumibilmente dal balcone. Mentre il ladro era di spalle.
Lo ha accertato l’autopsia eseguita sul cadavere del ragazzo.

Un ragazzo che poteva starsene a casa sua.
Che poteva rimanere nel suo Paese, invece di venire nel nostro a rubare. Un ragazzo che poteva andare a lavorare, invece di svaligiare la tabaccheria altrui. Un ragazzo che per questa sua scelta meritava di essere sbattuto in prigione. E di restarci per anni.

Ma la si smetta, adesso, a meno di commettere disgustosa e vigliacca ipocrisia, di dire che questo ragazzo, che meritava di pagare per il suo reato con la prigione, meritasse di essere ucciso perché avrebbe messo in pericolo la vita del tabaccaio o della sua famiglia. Visto che lui non si è mai mosso dal cortile. E chi lo ha ucciso avrebbe sparato dal balcone.

Quel ragazzo, quel ladro, non è entrato in casa del tabaccaio. Non ha fatto irruzione nell’abitazione, né nella tabaccheria armato di pistola o coltello in pieno giorno.

Tra la rapina e il furto ha scelto il furto. Non la rapina.

Si è detto che il tabaccaio abbia sparato durante la colluttazione, mentre il 24enne lo aggrediva. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si aggredisce, con la schiena, dalla strada, un uomo che sta su un balcone armato di pistola. E che ti sta svuotando tutto il caricatore un colpo dopo l’altro.

Il tabaccaio, se così stanno le cose, se davvero come sembra suggerire l’autopsia abbia sparato dall’alto al ladro di spalle, non ha sparato per difendere sé stesso o la sua famiglia, che erano al sicuro in casa e i ladri fuori e già in fuga. Nessuno era in pericolo. Ha sparato, se così stanno le cose, per difendere i 2mila euro presenti nella macchinetta cambia-soldi che i ladri stavano portando via.

E se questo ci sta bene, se ci sta bene andare perfino oltre lo spietato “occhio per occhio”, per arrivare a un più inappellabile “vita per cose”;

se ci sta bene passare dall’omicidio per “legittima difesa della vita” (che condivido) all’omicidio per “legittima difesa delle cose”, allora da oggi consideriamoci liberi ammazzare dalla finestra di casa il ladro che di spalle cerca di aprire la nostra auto che vale più di 2mila euro.

Sentiamoci liberi di sparare per qualunque dei 2 milioni di furti che si consumano ogni anno in Italia. Sentiamoci liberi di ammazzare 2 milioni di persone perché “potevano starsene a casa loro invece di rubarmi la maglietta nel negozio”.

Aboliamo dal codice penale la reclusione come sanzione per il furto, e sostituiamola con l’esecuzione sommaria sul posto. Per qualunque furto.

Ma consentitemi di considerare tra i furti anche l’evasione fiscale. O non lo è? O non sono soldi rubati? E la corruzione? Sono soldi pubblici rubati a noi. E i 49 milioni indebitamente percepiti dalla Lega e già spesi? Quante tabaccheria dovremo svaligiare per arrivare a 49 milioni di euro? Quanto sangue dovremo versare?

Ma ovviamente nemmeno una goccia. Perché per i ricchi e potenti invochiamo la gloria.
Con i comuni mortali, invece, non avremo pietà. A meno che, ovviamente, non si tratti di noi. Che però non pecchiamo mai. Non sbagliamo mai. Solo vittime. Noi.