E ORA IL PD SI OPPONE ALLA PATRIMONIALE

DI ROBERTO SCHENA

Sempre più il partito delle classi alte
E ORA IL PD SI OPPONE ALLA PATRIMONIALE
Risolverebbe il problema del debito pubblico

E’ successo tutto in una notte. Salvini a Porta a Porta ipotizza una tassazione delle cassette di sicurezza: intendiamoci, chi le possiede è certamente ricco. Un giornalista del Corriere, il cui conto in banca non deve essere tanto basso, appena sente chiama un espertone del Pd e gli chiede: ma voi siete d’accordo? Urla stratosferiche per dire: avete visto? Adesso Salvini tassa i risparmi degli italiani. Che irresponsabile! A dirlo è nientemeno che il capogruppo del Partito democratico in commissione Bilancio della Camera, Luigi Marattin. Uno molto bravo, dicono. Ovviamente non è la stessa cosa, un conto è tassare indistintamente i risparmi, un conto è tassare i patrimoni nascosti, che si sa essere molto elevati.

L’obiettivo è anche non rendere conveniente il ricorso alla cassetta di sicurezza, favorire gli investimenti. Si parla di gioielli custoditi ma soprattutto di denaro contante, una cifra colossale, 200 miliardi circa, fermi nelle cassette, con la fame di liquidità imperante nelle imprese del Paese è una necessità vera. E’ bene sapere che la ricchezza privata degli italiani è 8,5 volte la ricchezza lorda visibile, circolante, mentre per la Germania il dato è 6,5. Questo fa molto imbufalire i tedeschi, stavolta a ragione: da anni mettono sul tavolo dell’Europa questi dati, sottolineando come gli italiani siano di fatto i più ricchi del continente, tra i più ricchi del mondo.

Già ai tempi di Monti premier d’emergenza, la stampa tedesca più prestigiosa insisteva con lui affinché istituisse una patrimoniale una tantum, non fissa quindi, ma una sola volta, del 16% sui redditi e sui depositi bancari dei cittadini benestanti (ben inteso: soldi non investiti in attività produttive) per risolvere in un battibaleno il problema del debito pubblico in Italia. Vuol dire che chi ha un milione che sta lì sul conto bancario senza far nulla, dovrebbe pagare 160 mila Euro, chi ha un miliardo 160 milioni, ma una tantum, una volta sola, non per sempre. Vuol dire che i ricchi saranno solo un po’ meno ricchi, a vantaggio di tutti. In più, i tedeschi come tutti gli europei sanno dei soldi nascosti nelle cassette di sicurezza in Italia, per cui chi ha un miliardo in banca come minimo ne ha un altro nascosto.

Così facendo si farebbe scendere il debito di colpo, vicino alla media europea, che è meno del 90% del rapporto debito-pil. Così si eviterebbe la macelleria sociale suggerita dalla Troika, sempre in agguato. Monti non potè attuare il suggerimento un po’ perché viene lui stesso dal ceto alto, un po’ perché era nota l’opposizione di Berlusconi, mentre anche il Pd, impegnato nella conquista dei ceti alti, storce il naso. Così si è reso irriformabili le finanze pubbliche dell’Italia.

La cosa strana è che anche Renzi ci aveva pensato a come intervenire con una patrimoniale di questo tipo. Non gliel’hanno fatta fare, ma la chiave è lì, è quella.
Ora Salvini tenta una scappata in questo territorio. Prova a saggiare il terreno. In meno di 5 minuti il Pd gli dà l’alt. Salvini deve quindi rettificare: non una tassa sul patrimoni alti ma un concordato fiscale. Ovviamente i 5 stelle non possono approvare.