BILLY STRINGS (NOMEN OMEN)

Trovo che questo giovanotto ventiseienne, il cui nome d’arte suona non a caso Billy Strings (quello vero è William Apostol), abbia un talento assoluto. La “ballata criminale” scritta da lui, che potete ascoltare qui dal vivo alla Grand Ole Opry di Nashville, ha un andamento classico, e tuttavia Strings vi immette una grinta speciale, direi quasi rock, senza sacrificare neanche un po’ le tradizionali radici bluegrass, nel testo e nell’andamento. Ma tutta la band, dal look poco raccomandabile, quasi un po’ fricchettone e alternativo, inclusi i capelli lunghi oggi rari da vedere, è all’altezza del leader, anche se il suo assolo alla chitarra forse ha una marcia in più: per inventiva, fraseggio e precisione. Magari i miei amici chitarristi mi smentiranno. Naturalmente quella del titolo, “Dust in A Baggie”, non è polvere in senso letterale.