SCOZIA. IPOTESI REFERENDUM E STERLINA IN RIBASSO
DI ALESSANDRO ALBANO (nostro corrispondente da Londra) Londra. Il governo scozzese e il Primo Ministro Nicola Sturgeon hanno dato notizia dell’intenzione di indire un secondo referendum d’indipendenza, dopo quello del 2014. Le tempistiche dovrebbero coincidere con la notifica dell’articolo 50; entro fine marzo. A rivelarlo è l’importante testata “The Times”, che suggerisce inoltre un collegamento tra le parole del premier Sturgeon e il calo nei mercati azionari, intimoriti da un possibile strappo della Scozia all’integrità del Regno Unito. Nella scorsa nottata infatti, i mercati hanno chiuso in flessione con la sterlina che cede lo 0,4% a quota 1,2410 dollari; lo scorso 17 febbraio, aveva testato un ulteriore minimo di 1,2392. (fonte,Wall Street Italia) La volontà della Scozia di andare al voto popolare, è strettamente legata con le decisioni in merito ai diritti dei cittadini europei nel Regno Unito. Un ridimensionamento dei diritti, come voluto da una parte del partito dei Tories, equivarrebbe ad un immediata risposta di Edimburgo; o la chiamata al voto o, se respinta dalla May, una crisi costituzionale e la conseguente divisione del Regno Unito. Intanto nel pomeriggio di oggi, la Camera dei Lords è chiamata a votare per approvare o meno il disegno di legge sulla Brexit passato in precedenza ai Comuni. Stando agli ultimi sondaggi interni alla Camera, il governo sarebbe in svantaggio su alcuni temi centrali; tra tutti, la questione cittadini UE. Un eventuale voto contrario costringerebbe i Comuni a delle modifiche e ad un’ ulteriore votazione. Dopo l’esito del voto in serata, si avranno più certezze in merito ad un eventuale decisione della Sturgeon.
