A CHE GIOCO GIOCHIAMO

DI LUCA SOLDI

 

Lo Stato biscazziere ringrazia il popolo italiano che ha ormai venduto la sua anima ad ogni genere di gioco e di scommesse. Nel 2018 gli italiani hanno speso complessivamente 19 miliardi di euro, con il 55,2% (10,4 miliardi) finiti nelle casse dello Stato, come introiti erariali. A questi vanno aggiunte le imposte versate da concessionari, gestori ed esercenti, che quest’anno hanno registrato l’ennesima impennata. I dati arrivano dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha pubblicato l’annuale “Libro Blu”, il rapporto sullo stato dei giochi in Italia. Il 62,6% delle entrate da gioco (oltre 6 miliardi di euro) proviene da slot-machine e videolottery, il 25,1% da Lotto e lotterie, mentre il restante 12,20% da altri tipi di giochi. E’ in forte aumento il numero dei siti web irregolari inibiti: 1.042 nel 2018 contro i 418 nel 2013, anche se sempre meno sono i tentativi di accesso (-82%). “Priorità dell’Agenzia – sottolinea il direttore Giochi dell’Adm, Roberto Fanelli – è il contrasto al gioco illecito, perché danneggia sia l’Erario, sia gli operatori corretti, sia i giocatori, che senza controlli non sono tutelati”.
Ma la soddisfazione per uno Stato distratto e distante è davvero magra.
Il conto infatti è devastante anche per le casse statali oltre che per l’esistenza di tante persone.
E crescono, crescono in modo esponenziale anche le spese per cercare di salvare quanti cadono nella trappola del male
Le ludopatie sono ormai un male divenuto epidemico.
Colpisce tutti, giovani e vecchi, ricchi annoiati e poveri disperati.
Colpisce quasi indisturbato i nostri ragazzi, i minorenni che hanno ormai imparato ad aggirare le fragili barriere che dovrebbero tutelarli dal gioco online
Dodicimila persone secondo dati rilevati lo scorso anno sono intanto sotto le attenzioni dei servizi sanitari che combattono le dipendenze
Un numero che dice poco, che rappresenta la punta di un iceberg che distrugge migliaia di famiglie
Le strutture sanitarie cercano di combattere questo male ma le risorse sono poche
E poi c’è un’altra triste verità.
Dietro il cosiddetto mondo del gioco legale se ne cela un’altro ancora più famelico ancora più devastante.

Il gioco d’azzardo spesso alimenta le mafie, alimenta il mondo dello strozzinaggio

Ce lo ricorda anche don Luigi Ciotti: «Si era erroneamente creduto che se lo Stato avesse ampliato, controllato e gestito l’offerta del gioco lecito si sarebbe contrastata la presenza dell’illegalità, ma non è stato così. Questo settore dimostra purtroppo di essere ancora permeabile, vulnerabile, con una presenza di aree di opacità che consentono alle organizzazioni criminali un facile inserimento e la realizzazione di enormi guadagni. Ma gli interessi mafiosi si estendono anche al gioco legale, che sebbene gestito dai privati attraverso il sistema delle concessioni, è pur sempre esercitato in nome dello Stato».

Si il gioco “aiuta” a far del male alle persone, “aiuta”a far crescere gli egoismi
Toglie letteralmente l’anima alle persone
Ma questo pare contare ormai poco