IL SUD SI STA SUICIDANDO PER FARE CONTENTO IL NORD ITALIA

DI EMILIO MOLA

L'”Ophiocordyceps unilateralis” è un fungo presente nelle foreste tropicali che, per diffondere le proprie spore, ha bisogno di inerpicarsi su un filo d’erba, a circa 30 centimetri da terra.

Qualcosa che il fungo, con i propri soli mezzi, non è in grado di fare. Eppure ci riesce lo stesso attraverso un processo di vera e propria manipolazione mentale: sale in groppa a una formica operaia, penetra con i suoi filamenti all’interno dell’insetto, ne raggiunge il cervello, ne modifica l’espressione dei geni e quindi il comportamento.

La formica, il cui cervello è a quel punto “colonizzato” dal fungo, smette di fare ciò che doveva per il bene suo e della sua comunità e inizia a fare ciò che il fungo vuole che lei faccia: sale sul filo d’erba fino a circa 30 centimetri, morde il filo d’erba, blocca le sue mandibole così da agganciarsi a quel filo d’erba e si lascia morire.

Il fungo avrà così raggiunto il suo obiettivo “convincendo” – senza che praticamente lei se ne renda conto, e credendo di farlo perché serva a lei – la formica a smettere di occuparsi delle sue cose per fare ciò che il fungo vuole che lei faccia: fino alla propria stupida morte.

Il “Leghista Padano della prima ora” è un italiano che vive nel Nord del Paese: cioè nell’area più ricca e prospera d’Italia, dove (soprattutto rispetto al Sud) la disoccupazione è a livelli bassissimi, le infrastrutture sono moderne e numerose, la sanità efficiente, i giovani vi arrivano anziché andarsene. Ci sono imprese, il maggior numero di cittadini con redditi medio alti, servizi efficienti, connessioni, tutto.

Il “Leghista Padano” ritiene però di avere ancora qualche problema da risolvere: vuole liberarsi degli immigrati, vuole che i ricchi (molto più numerosi al nord) versino meno soldi alla collettività italiana e vuole l’autonomia del Nord ricco dal Sud straccione.

Con i suoi soli mezzi il “Leghista Padano” non è mai riuscito a raggiungere questi obiettivi. Però adesso ce la sta facendo.

E lo sta facendo grazie all’aiuto del sempre e apertamente disprezzato e schifato Meridionale che inspiegabilmente ha deciso che quei tre problemi del Leghista Padano sono ora le sue priorità.

Eppure al Sud i problemi non mancano. E sono problemi soffocanti, devastanti: povertà, disoccupazione alle stelle, aziende che chiudono, terra, aria e acqua inquinate, centinaia di migliaia di suoi figli che ogni anno lasciano famiglia, amici, terra, cuore, tutto. Oltre 2 milioni solo negli ultimi 15 anni.

Il Sud ha organizzazioni criminali che si fanno pagare il pizzo da imprenditori e negozianti, che li fanno chiudere, che incendiano i locali, che mettono le bombe. Il Sud ha Cosa Nostra, la Scu, la ‘Ndrangheta, ha la Camorra, ha interi intere territori nelle loro mani.

Il Sud non ha infrastrutture, non ha asili, non ha strade, non ha treni veloci, non ha un cazzo.

Però adesso milioni di meridionali, sempre disprezzati e schifati dal Leghista Padano, hanno deciso che la loro priorità è risolvere al “Leghista Padano” i suoi ultimi capricci: immigrati (che nelle regioni del Sud non sono nemmeno il 4-5%), meno tasse ai ricchi e liberare le Regioni ricche del nord dal peso del Sud.

E c’è da chiedersi quali siano questi filamenti che il Leghista Padano, mettendosi sulle spalle del disprezzato meridionale, ha insinuato nel cervello degli italiani del Sud, tanto da indurli a dimenticare il futuro dei propri figli e al suicidio pur di soddisfare le loro richieste.
Perfino con entusiasmo.

C’è da chiedersi se quei filamenti non siano la propaganda, i post, i tweet, i gesti del leader dei Leghisti Padani. Se non siano gli anni di fake news. Se quei filamenti non siano quella campagna di comunicazione scientifica, fondata più sulle neuroscienze e il neuromarketing più che sulla politica, fatta di arancini, di Nutella, di bacioni, di parolacce, di slogan brevi e semplici, di odio, di nemici ovunque, di una comunicazione che – appunto – parla alla pancia del Paese. E attraverso quello, arriva al cervello.

Un cervello che sembra colonizzato, completamente, e irrimediabilmente. E che finirà per uccidere per sempre il Sud, che abbandona il suo formicaio e si avvia verso quel filo d’erba. Per salirci. Con convinzione. E morire. Stupidamente.