ISRAELE TORNA ALLE URNE PER LA TERZA VOLTA CONSECUTIVA
La situazione politica israeliana si fa sempre più ingarbugliata. Dopo il fallimento di Beniamyn Netanyahu e del suo rivale Benny Gantz di riuscire a formare un governo, la Knesset, il parlamento israeliano, ha votato per il suo scioglimento e di conseguenza per lo svolgersi di nuove elezioni in programma per il 2 marzo 2020. E’ la terza volta in un anno, caso mai successo prima nella storia dello stato ebraico e probabilmente in nessuna delle democrazie mondiali. Nel Likud, il partito dell’attuale premier, si cominciano ad intravedere alcune crepe, e si preannunciano nuove elezioni primarie, in programma per il 26 dicembre. Il fatto stesso che qualcuno abbia il coraggio, in un momento così delicato, di affrontare pubblicamente Bibi è un chiaro segno del malcontento che serpeggia fra le file del suo partito. Ghidon Sa’ar, questo è il nome dello sfidante, non ha ancora i numeri e lo spessore politico per sostituire Netanyahu, ma è indubbio che l’impasse politica del paese debba passare necessariamente attraverso un ricambio generazionale del partito al potere. Su Natanyahu pendono capi d’accusa quali corruzione e abuso di fiducia, una posizione politica e giuridica molto delicata. Una parte abbastanza consistente del tradizionale bacino elettorale del Likud non vedrà certo di buon occhio questa situazione, ed è su questo settore che l’opposizione guidata da Gantz dovrà puntare per cambiare gli attuali equilibri. C’è chi ancora spera in un intervento dell’Alta Corte di Giustizia israeliana che potrebbe dichiarare anti costituzionale la candidatura di Netanyahu a primo ministro. In questo momento è un continuo susseguirsi di reciproche accuse a chi vada addebitata la colpa di dover presentarsi una volta di più, e anche di troppo, alle urne. E’ un momento molto delicato quello che sta attraversando Israele, al di là dell’instabilità politica la presenza sempre più ingombrante dell’Iran unito al disimpegno statunitense nella zona, rendono la situazione sempre più incerta. I primi sondaggi danno un certo vantaggio al leader dell’opposizione Benny Gantz, ma siamo appena agli inizi. Una cosa è certa, in Israele non ci si annoia mai.
