GRAZIE PRESIDENTE, PER IL SUO OTTIMISMO

GRAZIE PRESIDENTE, PER IL SUO OTTIMISMO

Peccato solo non abbia sottolineato la scelta coraggiosa di Lorenzo Fioramonti, il nostro  Presidente Sergio Mattarella. Perchè le dimissioni del Ministro della pubblica istruzione, partono proprio  dallo stesso segnale lanciato a più riprese  nel  discorso di fine anno del Capo dello stato: la scuola, la cultura, i giovani, . E’ su queste basi, infatti,  che un Paese come il nostro potrà rifondarsi. E l’ottimismo trasmesso in quel quarto d’ora di diretta a reti unificate da Mattarella. indica quale sia la strada giusta: uguaglianza,lavoro, solidarietà, studio. E’ stato un grande discorso, quello di Mattarella. Un grande discorso di speranza,  del tutto condivisibile. Il Colle sa che l’Italia è in difficoltà ma che è vista all’estero con grande simpatia e rispetto. Sa che il Nostro è un Paese pieno di talenti che non trovano sbocchi per esprimersi. Sa che la crisi economica ha azzoppato l’ascensore sociale. Ecco, di sicuro puntando su onestà, condivisione, impegno l’Italia secondo Mattarella può uscire dalla crisi. E può uscirne in condizioni migliori da come in questa crisi ci è entrata. Con una destra che aveva alzato i muri della collaborazione, privilegiando un grupo ristretto di persone, una elite che aveva puntato solo a spazzolare la tavola del Nostro Paese, non lasciando nemmeno le briciole agli altri. Un Paese in cui l’atteggiamento truffaldino non era più visto come un deprecabile vulnus sociale. Bene, Mattarella nel suo discorso, ha ristabilito le proporzioni, citando proprio  la   tragedia di Alessandria, tre vigili del fuoco vittime dell’esplosione di una cascina, provocata dal titolare per truffare l’assicurazione. “Una vicenda che offre degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire. Ma l’Italia vera e una sola: quella dell’altruismo e del dovere”. Impossibile non essere d’accordo. L’Italia vera è quella del dovere . Dell’altruismo, della solidarietà, del rispetto delle minoranze e delle diverse culture. Insomma, un attacco indiretto,  ma assolutamente chiaro, al rancido salvinismo e melonismo che ha infestato il Paese nelle ultime stagioni. Strada sbarrata, dunque, a quel sovranismo fatto di furbe ideologie che privilegiano i soliti noti. Quelli che sfruttano i nostri ragazzi  con il precariato, per dirne una . “Occorre investire molto sui giovani, per evitare l’esodo verso l’estero” ha detto il Capo dello Stato in un passaggio del suo messaggio. “Servono, però occasioni di lavoro correttamente retribuite”. Ma nonostante la consapevolezza del momento difficile vissuto in un recentissimo passato dall’Itali,a con  il lavoro che manca per tanti ,le forti disuguaglianze, alcune gravi crisi aziendali e  il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia, Mattarella è fiducioso. E non manca appunto di lanciare messaggi di speranza e ottimismo. Ed è la prima volta che il presidente della Repubblica traccia contorni positivi per il futuro dell’ Italia. In fondo è esattamente quello che serve per rilanciare un Paese che ha bisogno solo di ritrovare valori veri  e sicurezza, per tornare a recitare un ruolo di primo piano tra i grandi del mondo. Mattarella lo ha capito. E ora che lo capiscano anche i nostri politici . Basta odio, sembrava voler dire Mattarella alla fine dell’intervento. Ricapitolando, servono invece  amore verso il prossimo, uguaglianza, giustizia sociale, lavoro ben retribuito e nessun favore ai furbi del Paese. A qualcuno che ha puntato su un’Italia divisa per inseguire il potere, con il perfetto discorso di Mattarella, il cenone di fine anno sarà di sicuro finito di traverso. E sì, in barba a costoro, ce la faremo a tornare una grande Nazione. Che poi è quel che ci meritiamo.