A MILANO NASCE IL MURO DELLA GENTILEZZA. PER DONARE QUALCOSA DI TUO A CHI HA BISOGNO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Fa freddo a Milano così come in molte città italiane. Qualcuno lo supera alla grande tra capi caldi che proteggono e mura domestiche che accolgono. Altri, i meno fortunati, cercando di proteggersi dalle basse temperature così come possono, improvvisando “rifugi” con cartoni e vecchi stracci. Le luci degli addobbi natalizi si stanno lentamente spegnendo, e tra sguardi indifferenti, commenti poco gradevoli da ascoltare, corse quotidiane per raggiungere i luoghi di lavoro, i “meno fortunati”, tengono alta la loro dignità, quasi come a non voler arrecare disturbo a chi ha tanto da fare. Per molti il freddo non è solo questione di temperature basse, alcuni hanno freddo proprio il cuore e lì, c’è poco da fare. Ma non tutti sono così distaccati dalla realtà, e così, ieri a Milano, in via Luigi Nono, è stato inaugurato il Muro della gentilezza.
Non più un muro per dividere, ma un muro per unire, per collaborare, per non restare indifferenti. Un collettivo di ragazzi “Il tempio del futuro perduto” , che già da due anni si sta occupando della ristrutturazione di uno spazio abbandonato della Fabbrica del vapore, ha creato uno spazio, nell’edificio, che si è occupato della raccolta di indumenti usati destinati ai senzatetto ed ai bisognosi. Da qui l’idea di aggiungersi all’iniziativa nata nel 2015 a Mashhad in Iran, dove si raccoglievano cappotti e coperte da donare ai senzatetto. Iniziativa semplice ed efficace che nel corso degli anni è stata adottata da tante città del mondo. Non solo cappotti e coperte come inizialmente si raccoglieva, ma anche ombrelli, calzature, libri e cd si sono aggiunti e restano a disposizione di chi né ha bisogno. Il motto che guida l’iniziativa risiede in una frase:«Se non né hai bisogno, lascialo. Se ne hai bisogno, prendilo». Una bellissima iniziativa che diventa dono prezioso per chiunque né avesse bisogno, in cui sugli appendi abiti non campeggiano solo capi dismessi ma speranza, attenzione e cura per chi si ritrova a sopravvivere invece che a vivere. Muri che diventano magici su cui si possono trovare anche libri che regalano cultura ed evasione a chi attraverso le parole lette può viaggiare con la fantasia non potendolo fare fisicamente, arricchendosi di stimoli e cultura.
Un’ iniziativa da imitare, a costo zero che permette di aiutare chi è in difficoltà e libera gli armadi di chi ha troppo e troppe volte non sa che farsene di indumenti usati che non indossa più. Un modo per donare qualcosa di noi e farlo rivivere su chi non possiede molto. Una favola che diventa realtà in cui un gesto gentile diventa fondamentale per chi viene facilmente dimenticato e si ritrova addormentato tra strade che diventano teatro di morte per il troppo freddo da fronteggiare. Molte le città in cui i muri delle gentilezza sono nati da Bologna a Roma, da Napoli a Trento, abbracci di speranza in un mondo che non è mai sazio di guerra ed odio. La conferma che fortunatamente non tutte le persone restano indifferenti a ciò che le circonda e che le favole antiche possono diventare «moderne» ed attuali, quando si resta solidali ed uniti. Una Milano dalle mille contraddizioni, ma anche una città in cui c’è ancora spazio per l’empatia e la disponibilità. La Milano che ci piace.