IL CELIBATO DEI PRESBITERI CATTOLICI È MESSO A DURA PROVA DALLA MODERNITÀ

DI FABRIZIO FALCONI

I preti cattolici ormai fanno per molti versi vite “laiche”, vivono insieme ai laici, immersi molto spesso negli stessi ambienti.
Rispettare dunque un precetto canonizzato in due concili (306 e 390 d.C.) ma che ha scarsi fondamenti nelle Scritture e ancora più scarsi (o assenti) nelle parole di Gesù Cristo, è sempre più difficile e possibilmente foriero di distorsioni.
D’altro canto capisco anche le perplessità di chi ha in mente la prassi protestante che ormai ha trasformato quei preti in impiegati, burocrati della religione.
Ma credo che anche per i cattolici sia arrivato il momento di aprirsi alla modernità senza paure (lo stesso vale per il sacerdozio femminile) contando sull’unica cosa che conta, e ancor di più oggi: l’autenticità nella fede.
Penso che il celibato sia giusto riservarlo solo ai religiosi, monache e monaci cioè che hanno scelto una via di dedizione e di ritiro contemplativo – o di presenza “altra” (e comunque molto importante) – dal mondo e dalla mondanità.