DOBBIAMO TANTO ALLA GRAN BRETAGNA. E CI MANCHERÀ
Le opere di incommensurabile grandezza di Shakespeare, la moderna filosofia politica di Hobbes, la fisica di Newton, gli infermieri di Nightingale, l’evoluzionismo di Darwin, le risate amare di Chaplin, il coraggio di Churchill, la follia visionaria di Westwood e persino le gaffe di Filippo, principe consorte. Ci mancherà la Gran Bretagna, che oggi lascia l’Unione Europea, dopo un matrimonio che le era sempre stato stretto, aveva ottenuto mille deroghe e trattamenti di favore ma come certi consorti insofferenti mai le stava bene niente. Vanno via, i britannici, e il leader che hanno scelto a guidarli parla di Alba di un nuovo futuro fulgido. Il fatto è che adesso l’Unione deve fare gli interessi degli Europei che si sentono famiglia, la scelta della Gran Bretagna va rispettata ma non tollerata, pena la disgregazione dell’Unione: se altri Stati appureranno che fuori dalla UE si mantengono tutti i privilegi di un mercato unico sottraendosi ai doveri di stare insieme, sarà la fine dell’Europa come la abbiamo costruita. Le più belle cose ai britannici, ma vengano trattati come un qualunque paese extraeuropeo. Niente sconti, niente favoritismi.E God save the Queen.
