ESERCIZI DI ELEGANZA CONTEMPORANEA
Esercizi di eleganza contemporanea(non nel senso che impartisco lezioni: nel senso che proprio mi sto esercitando – e non sempre con successo). 1. Incontrare al cassonetto il vicino di casa che due settimane fa ti prendeva per il culo perché indossavi la mascherina, notare che ora è imbardato come Matt Damon nella scena iniziale di The Martian e far finta di niente. 2. Alla coda davanti al Pam prodigarsi in complimenti con la parrucchiera moldava del quartiere per la bellezza del suo Dpi costituito dal collo di un pellicciotto maculato d’epoca sovietica ritagliato e attaccato alle orecchie con due elastici per uso edile. 3. All’interno del medesimo Pam, sorridere alla signora obesa che con un tuffo di imprevedibile agilità ti ha fregato l’ultimo Lysoform Protezione Completa verso il quale tu avevi appena allungato il braccio. 4. Regalare un pacchetto della tua stecca di Marlboro al custode che sostiene di essere rimasto senza, pur avendo la netta sensazione che stai facendo la più grossa cazzata della tua vita dal giorno del tuo primo matrimonio. 5. Tirare su di morale al telefono un amico un po’ depresso subito dopo aver scartato l’idea di buttarti dalla finestra esclusivamente per evitare di creare assembramenti sul marciapiedi attorno alla tua salma. 6. Sbattere i tappetini dentro il balconcino anziché nel cortiletto perché non si sa mai dove si nasconde sto cazzo di virus e non puoi fare una strage di tutto il condominio, per quanto l’idea in fondo un po’ ti alletti. 7. Valutare la distanza della campana per la raccolta del vetro, prevedere che durante il percorso di ritorno senza il sacco in mano corri il serio rischio di essere fermato dai carabinieri e insultato da plurime finestre, ma andarci lo stesso sprecando all’uopo un intero foglio di autocertificazione. 8. Evitare di aggiungere qualsivoglia commento al tizio che su Facebook sostiene che per guarire i malati basterebbe insufflargli aria calda nei polmoni perché il virus muore alle alte temperature – e si chiede perché nessuno ci ha ancora pensato. 9. Desistere dal giustificarti citando la sublime frase «Eh Giovanni, non vado dal barbiere nemmeno io» quando in videoriunione noti che sul cranio hai un Mocio Vileda spelacchiato e reduce da una settimana nel catino della varechina. 10. Non rimbrottare in alcun modo il collega o collaboratore il cui pezzo attacca con «ai tempi del coronavirus», prosegue con «non bisogna abbassare la guardia» e conclude con «nulla sarà più come prima». Per quest’ultimo sforzo è consentito l’uso di benzodiazepine. (altre forme di contemporanei gesti eleganti in cui vi esercitate voi sono benvenute)
