EUROBOND. SI O NO?
E’ noto che tutti i partiti italiani si sono stretti a coorte per chiedere questi fantomatici– e molto aleatori – Bond europei. E tutti tutti, nazionalisti (destra e M5S), socialisti e simili (PD, Leu), riformisti (Azione) e anche +Europa contro i “paesi del nord” che non vorrebbero essere solidali. Nessuno, ma veramente nessuno in Europa sta mettendo paletti e blocchi sulla possibilità per singoli Stati di fare più debito per contenere gli effetti della crisi economica. Nessuno, neanche l’Olanda che è diventata il paese brutto e cattivo dell’Europa. Infatti la UE ha già avallato un’espansione del bilancio della BCE che equivale a maggior deficit per oltre il 7% del Pil dell’area euro, ovvero chi farà debito avrà le spalle coperte dalla BCE. Questo oltre ad aver avuto la sospensione di vari vincoli è quello che sta permettendo a TUTTI gli Stati membri di fare manovre espansive (che sono, in questo preciso momento storico) sensate. Il vero nodo della questione non è il fare manovre espansive (che è possibile), ma, appunto, un plus, i famigerati Euro/Coronabond. Questi sarebbero – condizionale d’obbligo perché ancora esistono come nome e fine, ma non come strumento – titoli di debito comune emessi dai singoli paesi membri, ma assicurati a livello comunitario. Il punto centrale è il tasso d’interesse. Per paesi come l’Italia – che emettono a tassi elevati (perché considerati a rischio) – questo significherà risparmiare sulla spesa per interessi sul debito perché il tasso dei nuovi bond sarà necessariamente basso. Perché verrebbe “assicurato” dai paesi a basso debito e tassi d’interesse bassi: ovvero Germania, Olanda, paesi nordici e baltici etc. Ma questa è la punta dell’iceberg, perché il vero obiettivo, del “debito senza condizioni” è che tale debito non venga mai ripagato, ovvero non rientri mai nel computo nazionale, ma “mutualizzato” dalla stessa BCE. Per noi sarebbe quindi avere soldi gratis da usare, per i nordici sarebbero prestiti a fondo perduto. Ma per la narrazione italiana è tutto molto logico e non riconoscerlo è essere “poco solidali” alle sofferenze del popolo italiano, questo perché: – nel 45 abbiamo sospeso i debiti di guerra alla Germania (piccolo particolare, noi italiani avremmo combattuto con loro…), ora la Germania deve essere solidale con noi;– se non ORA QUANDO l’Europa servirebbe?– LORO si sono arricchiti dall’Europa, NOI impoveriti, c’è bisogno del CAMBIO DI PARADIGMA… Le forme usate sono tante,ma il sunto è un magnifico mantra trasversale nazional-social-pauperista , i “ricchi” devono accollarsi il debito dei “poveri” e arriviamo al PUNTO III. “Ricchi” vs “Poveri” è una boiata pazzesca. Scusate la semplificazione, ma è così. Gli Stati non sono singoli individui, ma comunità loro stesse. Non solo, la teoria stessa che esista un “LORO” che ci abbia guadagnato contro un “NOI” che ci perde è totalmente idiotica, perché TUTTI abbiamo guadagnato dall’Europa:– valuta stabile– potenziamento dell’Export– terreno fertile per creazione di nuove imprese– facilità di comunicazione– peso maggiore nelle trattative commercialie tante altre cose. Non è il Bengodi e ci sono migliaia di cose da migliorare, ma il concetto per cui esista un LORO (i nordici) contro un NOI (il sud) è assurdo. Es: i vecchi “PIIGS” sono diventati tali perché nel 2001-2008 – anni pre-crisi – i singoli loro governi si sono accontentati di vivere sulla crescita senza approfittarne per rendere le loro economie più solide e stabili. Arrivata la buriana, 2008-2011, sono sprofondati, fine. (Aggravante Italia, unico paese dei PIIGS ad aver abbozzato delle riforme, per poi tornare sui suoi passi – riferimento è la rif. Fornero e la mai avviata rif. Passera durante il gov. Monti). Non essendo individui singoli, i “ricchi” hanno anche loro i loro “poveri”, ma, soprattutto problemi di tenuta interna: i sovranisti. Una concessione totale – e irrazionale – sulla linea Coronabond per molti paesi nordici vorrebbe dire dare fuoco alle polveri nazionaliste in un momento in cui i “ricchi” sanno che stanno per entrare anche loro in recessione (PIL tedesco previsto fra il -2,5 e il -4%, ma ci sono previsioni ben peggiori). I “ricchi” di quella narrazione, sono Stati come noi, solo che da loro i nazionalisti fanno ancora i tali, da noi si sono già riconvertiti come partiti “per la solidarietà europea”. Quella sui Coronabond non è una lotta di “sistema” o la nascita di un nuovo paradigma, anche perché esistono altri sistemi per raggiungere un obiettivo molto simile senza passare per soluzioni di irresponsabilità fiscale. La realtà è la richiesta SENZA SE E SENZA MA, di una linea di credito a fondo perduto fatta da un paese (NOI) che si sente in diritto di chiedere a (LORO) di risolvere problemi che sono sì causati da un’epidemia, ma che si stratificano su altri problemi che sono totalmente endogeni. Perché? Perché si vuole evitare di fronteggiare l’aumento del debito e, parallelamente, di mettere in campo misure di riforma tese a contenerlo. PS: per rispondere a Giuseppe Conte, l’attuale crisi che sta per scoppiare è sì simmetrica, perché la supercausa sono le stesse ovunque, ma il modo in cui ci si arriva è asimmetrico e questo conta parecchio.
